MERCATO COPERTO CINQUE QUESTIONI

10.10.2020

Al mercato coperto sono incazzati: sono troppi i conti che non tornano nella vicenda e lo studio di fattibilità presentato con ineducata supponenza l'altro giorno non soddisfa tutta una serie di interrogativi elementari. 

1) E' semplicemente incredibile che sul "progetto" non siano stati interessati all'origine tutti quei commercianti che vendono i prodotti delle nostre terre all'interno e i negozi dell'esterno. Si tenta di rimediare in corner arrampicandosi sugli specchi, ma la frittata è fatta: allora il Presidentissimo della Cciaa, Antonio Patuelli, vero padrone di Gorizia, spieghi con precisione che cavolo succede.

2) E' uno studio passibile di modifiche insiste il sindaco, mentre i disegni suggeriscono spazi già prestabiliti: con quale logica?

3) I commercianti non vogliono essere sfrattati dal mercato, ma c'è già una delibera per la ricerca di un posto alternativo: e allora? Era già tutto deciso? E quanto dureranno i lavori? 

4) Nel caso di uno sfratto, seppur temporaneo (non ci crede nessuno) chi pagherà e spese del trasferimento? La Cciaa che avrà in gestione il Mercato per non si sa quanti anni? Oppure il Comune che sta rinunciando alla struttura?

5) E se è tutto già deciso ovviamente ci saranno degli impegni o delle manifestazioni di interesse di Gambero Rosso, Slow Food, Eataly (ovvero tutti quei marchi di alta gastronomia di cui si è parlato, ci pare spesso a vanvera) , o addirittura degli impegni scritti? Se no, di cosa stiamo parlando? Ristorantini, Slow o fast cooking, macelleria con cucina, concertini... chi, cosa, come e quando? 

Gorizia3.0 


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