MERCATO COPERTO: FARE CHIAREZZA

20.10.2020

Rompiamo il silenzio calato sulla vicenda Mercato coperto che tra trionfali proclami, letterine di sfratto, progetti fantasmagorici ha dimostrato soprattutto l'afasia esistente tra Comune e la Camera di commercio a trazione triestina: i due enti non si parlano tanto da aver programmato la fuoriuscita dei circa quaranta esercenti che vi lavorano senza avvertirli.

Arriva il Gambero Rosso (?) come si è premunito di avvertire un dirigente di Eataly di Trieste insieme al presidentissimo Paoletti in due incontri con consiglieri comunali (11 su 40!) e con gli esterrefatti rivenditori. Ma si è parlato anche di Slow food (chi più ne ha più ne metta). Negli stessi giorni il sindaco prometteva 50-100mila turisti in più all'anno, si spera sulla base di impegni scritti o almeno esplicite manifestazioni di interesse da una di queste imprese prestigiose. Per realizzare l'elaborato (da cui la foto che accompagna questo scritto) si prevedono dai 18, 36 o 48 mesi di lavori con il conseguente sfratto (temporaneo per carità) di chi al Mercato ci lavora da decenni. Il Comune aveva anche emesso una richiesta pubblica per trovare un posto ai vagabondi, di cui non si ha più traccia, per ora. Ma in Piazza Municipio si sta giungendo a più miti consigli, complice la recente bocciatura della delibera di chiusura del Consorzio Universitario da parte di 5 "ribelli" della maggioranza consiliare, che in molti si chiedono se esista ancora: qualcosa in più lo sapremo domani, alla conferenza stampa del gruppo dissidente.

Giuseppe Ciotta, che aveva votato in disaccordo con la maggioranza anche sul Consorzio Industriale (passato a Monfalcone), ha ricevuto una sonora tirata d'orecchie dai presidenti provinciale (Felcaro) e regionale (Bini) della lista in cui milita: ProgettoFvg. Ora si muove l'assessore al commercio Sartori, cui Cciaa e Comune hanno passato la patata divenuta bollente vista la protesta virulenta non solo dei commercianti del Mercato, ma di gran parte dei goriziani. E'probabile una parziale marcia indietro. Nel prossimo incontro sarà preso in esame un progetto meno faraonico e più pratico, da fare a lotti e quindi senza sfratti traumatici. La protesta e l'informazione - anche di Gorizia3.0 - sono servite.

KEVIN CUCIT


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