MERCATO COPERTO QUALCHE RIFLESSIONE

05.05.2021
Mercato: niente da dire sul nuovo vestito che si vuole comprare con i soldi dei goriziani, ovvero il Fondo Gorizia, del resto posta in bilancio alla Cciaa da svariati anni: nessun regalo quindi, ma una delle tante "restituzioni" che la nostra città e la nostra futura Provincia si attendono. Questa struttura nel centro di Gorizia meritava da tempo una ristrutturazione che di primo acchito si presenta bene.

Un contenitore acconcio ma quello che non si conosce per ora è il contenuto, che sarà discusso in consiglio comunale e proprio per questo è giusto iniziare una riflessione che parte anche dal malumore espresso di chi nel Mercato coperto ci lavora e ci vive, "che dovrà avere il diritto di prelazione sulle prossime decisioni" come ci dichiara un consigliere comunale presente all'incontro. 

Primo: il Mercato è di proprietà del Comune, quindi è un patrimonio (vorremmo dire "inalienabile" ma poi ci sovviene il caso dei Musei Provinciali) dei cittadini di Gorizia. Dalla sua nascita esso è diventato il centro vitale di Gorizia, nel suo ruolo indubitabile di vetrina della produzione ortofrutticola del Goriziano in senso lato, punto d'incontro tra piccoli ma bravissimi produttori, tra i negozianti e i consumatori. C'era stato un declino, provocato tra l'altro dagli ipermercati sorti come funghi in tutto il territorio regionale (uno gli è stato piazzato a cento metri, tanto per gradire) ma negli ultimi anni aveva segnato una ripresa. Vogliamo fermarla?

Secondo: il Mercato è anche una speranza anche per tutti quei giovani che con il cambiare dei tempi e il declino dell'industria, guardano con interesse all'agricoltura di qualità. Una struttura che prima e dopo la rimessa a nuovo, secondo noi andava rilanciata incrementando l'offerta locale, come ad esempio con un accordo con i produttori della vicina Slovenia delle campagne del Cormonese e del Gradiscano (vedi anche Rosa dell'Isonzo oltre naturalmente ai produttori della Rosa di Gorizia) e con l'entrata dei bravi operatori che la Coldiretti ha piazzato speriamo temporaneamente in via IX agosto, capaci tra l'altro di offrire anche un ottimo servizio di ristorazione. 

 Terzo: vorremmo anche sapere cosa dice in proposito l'Ersa regionale: resta imbambolata a guardare il depotenziamento delle realtà locali, seppure piccole? Non ha proprio niente da dire? E' possibile non fare una riflessione sulle continue perdite di prestigio anche produttivo, di un territorio che annovera come a Oslavia i vini più in del mondo, la Rosa di Gorizia, il miele di Lucinico, la Gubana goriziana di cui nessuno più nemmeno parla? Un tanto per cominciare a riflettere, prima di dare deleghe in bianco sul futuro di Gorizia: il Gambero Rosso si è confrontato con gli attuali esercenti? Crediamo che sarebbe stato corretto farlo prima di presentare qualsiasi progetto.

(continua, ovviamente...)

GORIZIA3.0 


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