MERCATO: PARLANO GLI ESERCENTI

14.04.2021

Un breve giro in uno dei tesori più pregevoli di Gorizia, il Mercato Coperto, struttura che se valorizzata sarebbe in grado di sviluppare turismo e commercio al di là delle chiacchiere e dei selfie. Si formerà quasi sicuramente un comitato per salvare il salvabile, in questa ridda di voci e controvoci che ben definiscono lo stato confusionale in cui versano ormai le istituzioni goriziane.
Sentite le loro voci: cronache dall'ultramondo.

"Non conosciamo il contenuto del progetto - esordisce Marco Tauselli, da decenni fioraio al Mercato - Il timore è che vogliano far nascere una struttura del tipo Eataly di Trieste, il che stravolgerebbe la nostra tipicità. Abbiamo chiesto di poter visionare i progetti ma sembra che non è possibile perché non ci sono ancora."

Tauselli fa presente la lettera inviata dal Comune e che prefigura uno sgombero della struttura per tre anni (!) di lavori riguarda per ora soltanto i commercianti che operano all'esterno della struttura, poiché in possesso di un contratto diverso da chi è all'interno.

Antonella Giuliano vende frutta e verdura ma anche miele e vini del nostro territorio. "Non so nulla del progetto - dice - ma nei giorni delle ferie, in agosto, sono stata tempestata da messaggi di miei clienti e di amici indignati per la possibile chiusura del Mercato. Questo è il cuore pulsante della città - aggiunge - il luogo in cui le gente si ritrova, chiacchiera, prende un caffè."

" La Coldiretti - continua Antonella - avrebbe dovuto mettere qui il suo nuovo mercato al coperto. Insieme avremmo fatto un lavoro ancora migliore, avremmo reso un migliore servizio alla città. Un tempo le bancarelle erano trenta o più. Siamo rimasti in otto". E li vogliono sloggiare - aggiungiamo noi. Sulla ipotesi di Via Rastello Antonella dice: " sarebbe bello, ma ci sarebbero troppi problemi, credo per il carico scarico merci."

Anche Ciano del banco del pesce è perplesso :" Nessuna chiarezza, finora. Il progetto? E chi l'ha visto?"

"Migliorare l'illuminazione, finire stì benedetti bagni, mettere l'aria condizionata, potenziare riscaldamento invernale - dice Nadia Cossovel - questo sicuramente migliorerebbe le condizioni degli operatori che si trovano a dover vendere la loro frutta in un luogo che raggiunge anche 30° di temperatura in estate." E sulla chiusura Nadia è ferma: "non ce ne andiamo. Anche perché del progetto manco l'ombra".

Gorizia3.0 - CONTINUA -