MICHELSTAEDTER E GORIZIA MERITANO QUALCHE LEZIONE NELLE SCUOLE

29.07.2019

A colpi di saldatrice il filosofo Carlo Michelstaedter ha riavuto il suo cappello. Ne gioiamo con lui. Un atto ignobile, quello perpetrato - per la seconda volta - da una mano vandalica. Inutile domandarsi il perché. Chi l' ha fatto è mosso dalla più profonda ignoranza. E l'ignoranza, si sa, è foriera di danni. La statua - riconoscente tributo al grande goriziano - fu fatta costruire nel 2009 dall'ex assessore alla cultura Antonio Devetag che aveva già fatto realizzare - non senza difficoltà - negli anni novan-ta, anche il museo "La piccola Gerusalemme sull'Isonzo" in Sinagoga, dove furono organizzate mostre con l'associazione Milennio, da lui costituita e composta soprattutto da giovani goriziani. Grazie alla collaborazione di Marco Menato, Direttore della Biblioteca Statale Isontina, Devetag riuscì ad allestire una saletta tutta dedicata ad alcune opere di Michelstaedter tra le quali il famoso e stupendo autoritratto "fiammeggiante". È paradossale che la figura di Michelstaedter, che fu al centro dell'attenzione dei maggiori filosofi del mondo nell'affollatissimo convegno del 1987 "Il coraggio dell'Impossibile" organizzato dalla Provincia e ideato dall'allora presidente Silvio Cumpeta, sia però cosi poco conosciuta e valorizzata dagli stessi goriziani, quando dovrebbe rappresentare - invece - il simbolo della città. Un grande filosofo (ma anche letterato e pittore) che ha espresso in un contesto mitteleuropeo il suo pensiero declinato al contrasto tra persuasione e retorica. Un ebreo goriziano che amò profondamente Gorizia, città che dovrebbe enfatizzarne la figura. Come? Facendone argomento di studio e approfondimento nelle scuole cittadine e della provincia. A dire il vero sembra proprio che , nella sua città natale, il grande filosofo sia destinato all'oblio. Pochi ragazzi purtroppo, pur vivendo nell'ormai ex-provincia, conoscono la storia di Gorizia e quella dei tanti personaggi che la città ha espresso in molteplici ambiti culturali. Una storia densa di fatti che ha visto Gorizia stessa illustre protagonista. Una storia che dev'essere insegnata a trecentoses-santa gradi nelle scuole del Goriziano per restituire ai giovani goriziani l'orgoglio di appartenere a una città che ha contribuito in modo decisivo allo sviluppo della cultura e delle arti in Italia e nella Mitteleuropa. 

ROSSELLA DOSSO