MICHELSTAEDTER E LA "SUA" SCUOLA

05.08.2020

L'abbiamo detto più volte, e lo ribadiamo: Carlo Michelstaedter non sta avendo dalla sua città la considerazione che il profilo intellettuale e l'originalità del suo pensiero meriterebbero.

Il direttore della Biblioteca Statale Isontina, dottor Menato, rivendica - giustamente - l'impegno e i risultati dell'ente che dirige nel preservare e valorizzare la memoria e l'opera di questo grande Goriziano: custodendone il Fondo (per conto del Comune di Gorizia al quale appartiene), composto da manoscritti, disegni e quadri del genio, ed alimentando la bibliografia michelstaedteriana con ogni nuovo contributo che lo riguardi.

Potrebbero fare di più altre istituzioni: organizzare un convegno, un evento, una iniziativa che sia una nel nome di Carlo Michelstaedter. Ricordiamo quello organizzato dalla Provincia di Gorizia nel 1987 - presidente Silvio Cumpeta - che conseguì un successo internazionale, con la partecipazione dei più importanti studiosi europei. Si valorizzerebbe la cultura precipuamente goriziana nel momento in cui la città si candida con Nova Gorica a diventare capitale europea della cultura. Se non la propria prestigiosa identità culturale, che altro? Broccoli?

Ma c'è anche la scuola, la "sua" scuola: il Liceo Classico, erede del prestigioso Staatsgymnasium, che non ci risulta abbia dato vita ad alcunchè, né abbia attivato riguardo al filosofo goriziano un approfondimento nemmeno in ambito extra-curriculare: magari trovando lo spazio tra tante attività messe in campo. Le sole testimonianze "visibili e fruibili" che la città ha tributato a Carlo Michelstaedter - al netto dell'impegno costante della BSI - sono quelle realizzate su impulso dell'allora assessore alla cultura Antonio Devetag: la statua collocata in piazza Cavour e il Museo della Sinagoga, dove sono esposte alcune sue opere pittoriche.

ERMES DOSSO


Ultimi articoli: