Monai Fulvio (1921-1999) 

07.02.2020

Fulvio Monai nacque a Pola l'8 febbraio 1921 e divenne goriziano dal 1947, insieme a tanti esuli istriani e dalmati che la guerra e il tracciato del nuovo confine portarono a ricominciare una nuova vita in una terra rimasta italiana. A Gorizia svolse dunque la sua attività, dopo l'esordio artistico a Pola nel 1945: fu pittore, incisore, critico d'arte, pubblicista, insegnante; ma, in sintesi, fu artista e fu uomo.

Costituì un punto di riferimento per il mondo culturale goriziano, e non solo per quello artistico, anche se dall'arte che gli era congeniale prese le mosse, per poi spaziare nella critica e negli interventi relativi ai più vari campi della cultura, storia e attualità di Gorizia.

"L'artista," scrisse, "oggi come non mai, deve sentirsi partecipe della vita che lo circonda e che gli impone rinunce e sacrifici pari e forse maggiori di quelli degli altri uomini." E così Monai fu partecipe della vita della sua Gorizia, aperto alle diverse manifestazioni, impegnato per arricchirla dal punto di vista culturale e sociale, attivo in associazioni culturali e in iniziative espositive ed editoriali (fu tra i promotori del Gruppo 2xGo inteso a ricreare un rapporto tra gli artisti al di qua e al di là del confine), sempre discreto, modesto, sensibile.

Alla città di Gorizia, cui appartenne e che amò senza mai dimenticare la sua Istria, ha lasciato le stazioni della Via Crucis nella chiesa di San Giuseppe Artigiano a Straccis, la pala d'altare dedicata a San Francesco nella chiesa dei Santi Vito e Modesto a Piazzutta e la pala d'altare La predica agli uccelli nel duomo, oltre a incisioni e dipinti in musei ed enti pubblici; ma soprattutto ha lasciato il suo messaggio di intellettuale, di uomo del suo tempo, coinvolto nella vita della sua città.

È morto a Gorizia il 26 febbraio 1999.