MONASTIER APRE LA “QUESTIONE GORIZIANA” NEL QUADRO DEI RIASSETTI REGIONALI

31.01.2021

Omar Monastier, nuovo direttore de Il Piccolo e del Messaggero Veneto porta finalmente alla luce una "questione goriziana" non solo intervenendo sulla scricchiolante amministrazione comunale ma resuscitando l'idea di una Provincia di Gorizia.
Oltre a consigliare a Ziberna di andare presto alle urne, nel suo fondo regionale sul quotidiano di Udine, Monastier inserisce la questione in un più vasto dibattito rivelando finalmente la progressiva e ormai inarrestabile frattura tra le due parti della nostra regione Friuli e Venezia Giulia.
Il modello è il Trentino - Alto Adige? Sarebbe bene saperlo da chi sta in Regione. Speriamo che sul tema nasca un dibattito serio tra maggioranza e opposizione. Monastier fa quindi quello che i nostri politici da tempo non sanno fare: analisi politica.
Il suo fondo sul MV è un rimbrotto pesante alla rappresentanza regionale friulana cui manca "iniziativa, visione, capacità", al contrario - dice Monastier - di Trieste. E racconta di come sotto il cappello "Venezia Giulia" si stiano compattando economicamente il capoluogo regionale, Monfalcone e Gorizia.
Noi siamo convinti che non si tratti di sinergia, ma brutale colonizzazione triestinocentrica. Essa prende avvio proprio dalla negazione della provincia di Gorizia in quanto entità autonoma, anche se fortunatamente riesumata proprio da una legge regionale. In questo quadro il Friuli è inopinatamente assente, mentre Anna Maria Cisint energico sindaco e portatrice di una "visione" della Città dei Cantieri sta approfittando dell'assenza di Gorizia in qualsiasi questione che vada oltre l'Isonzo. I vuoti si riempiono.
Un'amministrazione, quella di Gorizia, senza concezione del futuro, dimentica che proprio sul ruolo di capoluogo ha sempre basato la sua stessa esistenza. Una città che non riesce a elaborare la propria fondamentale funzione nel quadro dell'unità regionale e a sviluppare la sua antica vocazione internazionale: che non è solo transfrontaliera.
Una città che aspira a essere, grazie a Nova Gorica, la Capitale Europea della cultura - e ne ha tutte le potenzialità - ha bisogno urgente di rinnovarsi, con un radicale cambiamento generazionale, lasciando agli storici le dispute ideologiche che ne pietrificano il dibattito politico lo sviluppo dal 1945.
Antonio Devetag
TULLIO CRALI: INVOLO SUI CAMPI DI BATTAGLIA DI GORIZIA - COLLEZIONE PRIVATA


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