"NON OCCORRE ESSERE WINSTON CHURCHILL...": IL SINDACO DI GRADO SULLA PROVINCIA DI GORIZIA

Nella ancora ipotetica ricostituzione della provincia di Gorizia, Grado risulta tra gli oggetti perduti: eppure la sua economia turistica è una parte fondamentale del Pil del territorio e anche della Regione; eppure la collaborazione con Gorizia in vista delle iniziative della Capitale Europea della Cultura è alla base del rilancio turistico. Abbiamo sentito in merito il sindaco dell'Isola del Sole, Dario Raugna. Questo della provincia è per noi di gorizia3.0 una cartina di tornasole; è necessario restituire all'Isontino la gestione del suo futuro, mettendo in rete il territorio potenzialmente più ricco della regione, assicurando un lavoro alle giovani generazioni.

"Non occorre essere Churchill per capire i vantaggi di una provincia unita: per tutti i suoi 25 comuni..." Così il sindaco di Grado Dario Raugna, deciso sostenitore dell'istituzione che fu cancellata dalle Uti: "Alle quali - continua - io mi opposti nonostante fosse una proposta da Debora Serracchiani, politicamente più vicina alle liste che mi hanno eletto. Una Provincia in grado di difendere gli interessi di un territorio talmente ricco di tesori da fare gola a tutti e che proprio economicamente farebbe bene a rivendicare una maggiore autonomia gestionale."

"Grado ha sempre guardato a Gorizia continua - come riferimento politico in un più ampio quadro regionale e i destini delle due città sono stati sempre fortemente legati. Mi domando quale sia la paura a farsi promotori decisi di una nuova provincia di Gorizia. Oggi le Edr istituite dall'assessore regionale Roberti, che rappresenta un partito, la Lega, da sempre attento a preservare le identità locali, potrebbero essere in embrione la chiave per ritornare a ragionare sul problema della presenza isontina riaffermando il nostro peso specifico all'interno della pianificazione in questo caso turistica, della Regione. Le baruffe tra destra e sinistra Isonzo o dx e sx politiche o peggio tra Gorizia e Monfalcone non giovano a nessuno, creano vuoti di potere che avvantaggiano realtà sempre più forti, con una perdita di funzioni e strutture che danneggiano i cittadini."

"Una provincia più forte anche con il rispristino di una istituzione elettiva permetterebbe al nostro territorio di far sentire la propria voce e programmare i finanziamenti della Regione - o dell'Unione Europea - su progetti di area vasta ovviamente in collaborazione con il resto delle realtà regionali, ma con un'autonomia decisionale che mi pare il minimo che può pretendere l'Isontino. Sta alle forze politiche e ai sindaci prendere in mano la situazione evitando le solite contrapposizioni senza senso. "

Antonio Devetag