OMAGGIO A MARCO MENATO

03.08.2021

Se guadagna un cittadino che farà ancora sicuramente del bene, Gorizia perde un grande direttore di quel tesoro in mezzo alla città che è la Biblioteca Statale Isontina. La mia riconoscenza personale - che è quella dell'intera città - va a una persona che è stata e sarà fondamentale per la cultura goriziana ma soprattutto una colonna per qualsiasi iniziativa - rara, purtroppo - che avesse un significato compiuto.

Come accadde nel 1997, quando Marco Menato, concesse ipso facto i quadri di Carlo Michelstaedter per l'esposizione permanente che feci realizzare in Sinagoga insieme ai giovani studiosi dell'associazione Il Millennio e agli Amici di Israele. Avevo bussato inutilmente per due anni alla porta del direttore precedente, senza risultato. Oggi digitando sul sito del Comune non c'è nessun aggiornamento da quel lontano 1998 quindi spero che i quadri siano ancora lì. La Sinagoga risulta "temporaneamente chiusa" come del resto il Castello. Verificheremo.

La mia intenzione, che Menato, grande estimatore di Carlo Michelstaedter capì al volo, era quella di mostrare plasticamente ai goriziani e ai tanti appassionati almeno alcune delle opere di uno dei più notevoli personaggi della Mitteleuropa. Togliere Carlo dagli scaffali e mostrarne il pensiero e l'arte - almeno in parte - che sono patte fondante dell'anima inquieta e complessa di Gorizia. Mostrare ai goriziani quello che è nascosto. Ciò che tentai anche con altri immensi tesori goriziani, quelli di Aquileia e della Donazione Teresiana che aspettano di uscire dal buio di qualche caveau bancario.

Marco mi aiutò nell'impresa dedicata a Carlo Michelstaedter, la cui esistenza e opera insieme a Sergio Campailla continuò a coltivare e approfondire. Sempre collaborativo, disponibile a fare grande la città, come in tante altre iniziative, che facevano perno - anche e non solo - sulla "sua" bellissima galleria dedicata a Mario Di Jorio.


Antonio Devetag