ORGOGLIO GORIZIANO TRA GLI SPALTI DEL CASTELLO

09.08.2021

Soi gurizan! E' il titolo della poesia in friulano che vede alcuni suoi versi incisi su una lapide murata nel Castello di Gorizia. Rappresentano una bella e accorata dichiarazione d'amore alla città. Eccoli:

Cuant che jevi a la matinae spalanchi il me balcon,jo ti çhali, o me Guriza,plen il cur di ammirazion

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Jo no sai se in paradissi pol sta mior di culì, l'è Guriza cussì bielache jo tremi di muri.

L'autore è Luigi Merlo (Gorizia, 1843 - Graz, 1918), nato da una famiglia che riuscì ad assicurargli la sola formazione scolastica elementare. Ma Luis, come si faceva chiamare, era determinato ad emanciparsi e studiò per conto suo. Lo faceva dopo il lavoro da barbiere, in Piazza Grande. Aveva la passione per il teatro e allora pensò di conciliare l'utile al dilettevole: fece anche il parrucchiere teatrale.

Ma oltre alla passione per il teatro aveva anche il talento e nel 1882 compose l'opera teatrale "Tra Parinçh" che contrappone il liberale buono al clericale nelle vesti del cattivo. La censura locale bocciò sonoramente il lavoro tanto che venne rappresentato quell'anno stesso al teatro Minerva di Udine, mentre solo sei anni dopo l'autore potè metterlo in scena anche a Gorizia, al Teatro della Società, riscontrando un grande successo.


Rossella Dosso