OSPEDALE: CI SI ARRAMPICA SUGLI SPECCHI

09.12.2020

E' chiaro che il ridimensionamento dell'ospedale di Gorizia è da inquadrare in un più ampio discorso di risparmi che nel corso degli ultimi vent'anni hanno impoverito le capacità del sistema sanitario italiano. Che poi il nostro nosocomio sia particolarmente colpito lo sa chi manifestò a suo tempo per il punto nascita. Quando si è trattato di scegliere il luogo per far nascere i bambini, tra le varie opzioni è stato incredibilmente escluso il capoluogo di una provincia: Gorizia appunto, che anche il quel caso non è riuscita a farsi valere. Tra Gorizia e Monfalcone per un ospedale provinciale si era anche parlato di una via di mezzo: Gradisca d'Isonzo. 

Ma erano i tempi dell'assessore regionale Fasola di Monfalcone, che creò il doppione - di successo - del San Polo, che smontò il vecchio Civile tra i plausi di destra e sinistra regionali per far posto al San Giovanni, che "piccolo" nacque perché tale doveva restare. In contemporanea si è andati nella direzione di dare vita a due Hub ospedalieri principali e superattrezzati, Trieste e Udine, che avrebbero avuto intorno alcuni ospedali minori, specializzati: lo si sta facendo. Per quanto riguarda Gorizia si è sempre parlato anche fuori dalle segrete stanze di Udine e Trieste di un futuro dedicato alle cure geriatriche e alla riabilitazione post traumatica. 

Sono parole povere, le nostre, povere ma non sciocche, non siamo avvezzi alle capriole della politica. Ma per farsi un'idea in proposito basta mettere insieme quello che è successo a Cividale, Tolmezzo, Latisana, Palmanova e ovviamente a Gorizia.

È questo il contesto di dubbi e di perplessità, che non hanno mai avuto risposte chiare e definitive - vedi in proposito l'intervento dell'assessore regionale Riccardo Riccardi che pubblichiamo sul nostro sito web - in cui nascono le preoccupazioni esplicitate ieri dalla lettera dei cittadini (citoyens - i Lumi - il diritto alla critica ) Adami e Bisiani, che secondo il nostro primo cittadino, troveremo alle prossime elezioni. La logica, francamente misera, è questa: a Gorizia ci si agita e si osa protestare soltanto in cambio di qualcosa, in questo caso una poltroncina, anche piccola. Formulato dal sindaco il ragionamento spiega il pessimo stato della città, che le lucette natalizie illuminano a dovere. L'unico obiettivo è l'elezione, di cui si vorrebbe anche avere l'esclusiva. 

Impossibile il confronto sui discorsi seri e importanti, come Il Fondo Gorizia, i finanziamenti non impiegati del Gect, la prossima - speriamo - della città europea della cultura, la ricostituzione della Provincia di Gorizia, la restituzione ai goriziani dei loro Musei Provinciali, il rilancio dell'aeroporto, il vero ripristino al pubblico dell'Auditorium, la salita meccanica al Castello, il pateracchio del Mercato coperto, il quartiere fieristico, la lunetta della Sdag...continuiamo?


Gorizia3.0 


foto da archivio


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