OSPEDALE: MONFALCONE SI “BLINDA”, GORIZIA TACE. QUALCUNO CI SPIEGA?

24.11.2020

Il comunicato che pubblichiamo, di Adelino Adami e Giorgio Bisiani avverte dei pericoli di ridimensionamento che corre il San Giovanni di Dio, che denunciamo da parecchio tempo, beccandoci dal sindaco l'epiteto di allarmisti. Tra l'altro si riporta di un incontro ad alto livello sulla sanità isontina - anch'essa sotto il tacco di Trieste come ormai tutto a Gorizia - in cui la sindaca di Monfalcone (chapeau!) avrebbe "blindato" il reparto di ortopedia al San Polo. Qualcuno risponderà? qualcuno chiarirà?

Leggete, leggete con attenzione: fatto fuori l'ospedale, la Confidi, la Camera di commercio, l'aeroporto ci resterà il Central Park.


DECIDE TUTTO MONFALCONE
"Siamo perfettamente consapevoli della gravità della situazione e siamo particolarmente vicini a quanti in questo momento sono ricoverati, il nostro intervento non ha alcun intento polemico, ma crediamo nel diritto- dovere di una società civile di conoscere le motivazioni di alcune scelte politico-sanitarie per poter svolgere una partecipazione attiva e consapevole alla vita sociale. Ma vogliamo esprimere tutta la nostra amarezza e lo sconcerto per la notizia riportata dalla Stampa nei giorni scorsi (Il Piccolo 18 Novembre 2020), della riunione che si è tenuta, in questo clima di emergenza, tra i vertici dell'Azienda Sanitaria ASUGI, alcuni Dirigenti sanitari ed il Sindaco di Monfalcone , per discutere del futuro dell'Ortopedia, al termine della quale sarebbe stata "blindata l'ortopedia dell'Ospedale San Polo" Monfalcone.


GORIZIA DOV'ERA?
Sconcerto ed amarezza che nascono dal fatto che, nella organizzazione Aziendale, almeno fino a prova contraria ( Atto Aziendale ) esiste un'unica S.O.C (Struttura operativa complessa) di Ortopedia con un unico Direttore che opera sulle due sedi ospedaliere di Gorizia e Monfalcone; quindi quanto si decide per una sede non può non avere ricadute per l'altra. Lascia per lo meno perplessi che negli stessi giorni in cui all' Ospedale di Gorizia si Richiedono importanti sacrifici , dall'altra ci si impegni a "blindare ". Ci chiediamo perché non è stato invitato anche il Sindaco di Gorizia? Visto che si stava discutendo di una Struttura sanitaria "condivisa", che non può riguardare solo Monfalcone? Non comprendiamo pure il "silenzio" del Sindaco Ziberna di Gorizia.


LA RIMODULAZIONE
Date le notizie ufficiali della situazione sanitaria, condividiamo la scelta di aver "temporaneamente" trasformato e rimodulato due Sezioni mediche dell'Ospedale di Gorizia in reparti dedicati a pazienti Covid di gravità intermedia per 50 posti letto,come possiamo condividere la riconversione della RSA di Cormons. Siamo preoccupati invece di alcune ipotesi di lavoro che sono state ventilate secondo le quali nei prossimi giorni il Personale Medico ed Infermieristico della Rianimazione di Gorizia verrebbe trasferito presso gli Ospedali di Trieste, in quanto questo comporterebbe la chiusura della Rianimazione con gravi conseguenze per l'attività di supporto essenziale ai vari Reparti dell'Ospedale e metterebbe ulteriormente in crisi tutte le attività di Sala operatoria di Gorizia sia Urgenti che Oncologiche da poco riaperte dopo la prima ondata.
Questa ipotesi non la condividiamo, anche perché altre soluzioni sarebbero possibili. Un minimo senso di equità richiederebbe che a "pagare" e a sacrificarsi non fossero sempre gli stessi.


"SITUAZIONE DRAMMATICA"
L'attuale emergenza sanitaria ci sta dimostrando come la mancanza di programmazione possa aggravare le situazioni,nello specifico la Struttura complessa di Ortopedia sta soffrendo di una cronica carenza di personale Medico che si ripercuote su entrambi le Sedi ospedaliere, situazione che avevamo già segnalato agli inizi dell'anno , e che secondo l'Assessore Regionale della salute FVG Riccardi si sarebbe risolta con un Concorso da espletarsi durante l'estate. Il concorso è stato espletato si, ma la carenza di personale, per quanto riguarda la Sede di Gorizia, è rimasta immutata in quanto non c'è stato nessun aumento effettivo di personale ed infatti non è stato possibile ripristinare completamente la situazione precedente alla pandemia, limitando il trattamento delle Urgenze alle sole ore diurne, festivi esclusi. Inoltre la situazione a Gorizia diventerà ancora più drammatica il prossimo anno quando sono già previste altre tre uscite dal lavoro di dirigenti medici, tra cui la figura del Direttore della Struttura. Ci sfugge quindi il senso di "blindare" solo l'ortopedia del San Polo; i problemi comuni vanno affrontati pariteticamente non con tavoli separati.

PAGA SEMPRE GORIZIA
Ricordiamo all'Assessore Riccardi, che i concorsi per la nomina dei Direttori di due importanti Strutture come Medicina e Oncologia non sono ancora stati banditi, nonostante le due posizioni siano vacanti da parecchio tempo, e tutti noi sappiamo quanto sia poco producente, questo stato di precarietà, che costringe le Strutture a rinunciare alla necessaria progettualità, nonostante la professionalità e l'impegno profuso dal Personale che si fa carico di dirigere temporaneamente le Strutture. Ora pur riconoscendo pienamente lo stato di necessità in cui si trova la Sanità Regionale, non possiamo far a meno di notare che questo era stato ampiamente previsto, inoltre ci chiediamo perché ancora una volta deve essere sempre e solo l'Ospedale di Gorizia con il suo personale (a cui va la nostra solidarietà) e tutti i Cittadini dell'Alto Isontino, a farsi carico di questi sacrifici?


COSA RESTERA' A GORIZIA DOPO LA PANDEMIA?
Non vorremmo che questo dimostrasse una volta di più, che a livello Istituzionale Regionale il nostro Ospedale, forse non è più considerato come una Struttura in sé, da salvaguardare e magari potenziare , ma come un semplice serbatoio di risorse a cui attingere a seconda degli stati di necessità. L'abnegazione ed il senso di sacrificio verranno sicuramente riconfermati anche questa volta, ma terminata l'emergenza la Città tutta esigerà, con la stessa forza d'animo, non solo il ripristino completo delle realtà preesistenti , ma anche quegli investimenti necessari e troppo a lungo rinviati, per permettere alla sanità pubblica ospedaliera e territoriale di fornire ai cittadini quanto necessario per loro salute.
Nel massimo rispetto dei Cittadini che in questo momento stanno soffrendo riteniamo che la catena decisionale debba essere completamente trasparente e motivata nelle sue articolazioni a tutti i cittadini.


Come avevamo già affermato la Città e il suo Territorio, e il Personale Sanitario non perdonerebbero a nessuno di sfruttare lo stato di emergenza per perseguire disegni di impoverimento della nostra Sanità pubblica.
Adelino Adami e Giorgio Bisiani


Lettera indirizzata a:
Egregio Dott. Massimiliano Fedriga Presidente Regione Friuli Venezia Giulia , Egregio Dott. Riccardo Riccardi Vicepresidente e Assessore alla Salute FVG, Egregio Signor, Rodolfo Ziberna Sindaco di Gorizia, e p.c dott. Antonio Poggiana Direttore Generale dell'ASUGI


Gorizia3.0


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