Paola Gonzaga (1463-1497)

01.02.2020

Paola Gonzaga, nata a Mantova il 23 settembre 1463, cresciuta ed educata in una corte rinascimentale italiana, è legata alla storia goriziana per essere stata l'ultima contessa di Gorizia. Le vicende di Paola Gonzaga si intrecciano a quelle di Gorizia, o meglio della contea di Gorizia, dal momento del matrimonio, nel 1478, con Leonardo, lei appena quindicenne, lui di oltre vent'anni più anziano e appartenente ad un'altra cultura, quella tedesca. Colta e raffinata, ma leggermente gobba e sofferente di cuore, protagonista di un accordo matrimoniale tra le due famiglie basato esclusivamente su ragioni economiche, dinastiche e di alleanze, che non aveva visto da parte del conte Leonardo nessun entusiasmo, ma piuttosto il fastidio di doversi rassegnare a un nuovo matrimonio nel tentativo di generare un erede a cui trasmettere il titolo, Paola Gonzaga non potè trovare nel rapporto coniugale alcuna gratificazione, mortificata dalla scarsa considerazione in cui la teneva il marito anche a causa delle questioni sorte con la famiglia Gonzaga circa il pagamento della dote di Paola e con la triste consapevolezza di essere incapace di adempiere al suo ruolo di moglie dando alla luce figli maschi: dell'unica figlia della coppia, una bambina, non si conosce il nome e non si sa neanche se sia morta nel venire alla luce oppure qualche tempo dopo, ancora infante. Come contessa di Gorizia Paola Gonzaga divise il tempo tra Gorizia e Lienz, le due capitali della contea, amata dal popolo, ma sentendosi in esilio in un paese che le era estraneo. Morì tra la fine del 1496 e l'inizio del 1497, a trentatrè anni, forse proprio a Gorizia, dove pare sia stata sepolta.

Paola Gonzaga, con la mela nella mano, ritratta dal Mantegna insieme alla sfarzosa Corte Mantovana


BENANDANTI

"Paola Gonzaga, moglie dell'ultimo conte di Gorizia Leonardo, custodiva un segreto: era una benandante": così comincia il racconto di Roberto Covaz nella bella antologia dedicata ai Benandanti. Benandanti, nonostante fossero frati, erano pure i protagonisti dell'omicidio delle case dell'Eremita, a Gorizia, avvenuto nel 1622. Storie fantasiose di benandanti in salsa isontino-bisiaca quelle proposte dal giornalista Roberto Covaz, che firma con altri dieci autori l'antologia "La compagnia dei benandanti" uscita da poco per Morgantieditori. Covaz ha scritto sei microstorie, sparse in svariate epoche, comprese nel capitolo intitolato "Il Sass de San Belin". Il titolo evoca lo strano masso che si erge sul Carso nei pressi delle alture di Polazzo. Un masso intriso di storia, suggestioni, mistica. 'La Compagnia dei benandanti' è il primo titolo della collana Fabulae. In questa prima antologia undici bravi scrittori del Friuli Venezia Giulia, scegliendo il genere narrativo più confacente al proprio stile di scrittura, raccontano la loro versione sul mistero antropologico e religioso dei benandanti, i maghi-sciamani che si dedicano alla salvaguarda della Natura, ne proteggono i frutti, garantiscono la ciclicità delle stagioni e mantengono in equilibrio la forza della Vita e quella della Morte. Ognuno di loro ha liberamente scelto l'ambientazione storica e un luogo geografico della regione FVG trasformato in teatro narrativo. Ecco 'La Compagnia' di scrittori: Lucia Burello, Stefania Conte, Roberto Covaz, Miriam Davide, Angelo Floramo, Paolo Gallina, Paolo Morganti, Paolo Paron Fabio Piuzzi, Pierluigi Porazzi, Pietro Spirito.