PIEDIMONTE E' GORIZIA

24.11.2021

"Un saluto a Gorizia laboriosa delle fonderie e del cotonificio, alle case, ai fiori, ai platani, al verde cupo del San Gabriele e di tutti gli altipiani, al cespuglioso Podgora che gli ha recato tanto sangue lungo gli scoli d'argilla tra giugno del '15 e l'agosto del '16. Lo accoglie la campagna friulana che gli si distende rigogliosa dinanzi".

Pare la descrizione di un quadro dalle tonalità calde e prorompenti. E' l'immagine di Gorizia che ci regala Celso Macor, giornalista, scrittore e poeta che reca un tributo carico d'un significato straordinariamente pregante al quartiere di Piedimonte, che ha sempre contribuito alla storia cittadina, attraverso quel cotonificio cui Celso Macor rende memoria e che ha dato lavoro, sostentamento, benessere a tante famiglie goriziane e di tutta la Destra Isonzo.

Mentre nella sua succinta descrizione il Macor ci ricorda un altro luogo simbolico che Piedimonte porta in dote alla città: il Podgora ovvero il monte Calvario, teatro di intriganti memorie medievali e simbolo stesso della Grande Guerra di sangue che ci induce attraverso il suo itinerario storico, monumentale e paesaggistico in un luogo unico, che andrebbe valorizzato e custodito per la sua amenità, la sua storia e per la finestra di straordinaria bellezza che apre su Gorizia, sui monti a lei prossimi e a quelli più distanti, sul Collio tratteggiato dai filari ordinati e sull'Isonzo smeraldino.

Gorizia ha un debito di riconoscenza con Piedimonte che l'attuale amministrazione comunale ha reso più corposo poiché ha trascurato negligentemente il quartiere lasciandolo in deficit di cura nelle strade, nei marciapiedi e nelle aree pubbliche, non ha saputo valorizzare il bellissimo Parco dei Principi né riqualificare il Muro delle cinque lingue, iniziativa pregna di significati nobilissimi che ha imboccato la strada di un inaccettabile degrado.

Ed ha messo in difficoltà i Podgorani chiudendo la passerella, (pericolante o no? Bellan risponda!), che rappresenta un'infrastruttura indispensabile per tanti di loro e in particolare per gli anziani che si recano in città, per riaprirla dopo quasi un anno con un arlecchinesco coup de theatre senza che la struttura fosse stata interessata da un ancorché minimo intervento di messa in sicurezza. Nella sua seconda uscita pubblica Gorizia 3.0 si occuperà di Piedimonte. Ve ne renderemo conto.

ERMES DOSSO