13.10.2021

15.07.2021

La Slovenia che, col primo luglio, ha assunto la presidenza del Consiglio dell'UE per la seconda volta nella seconda metà del 2021, dopo 13 anni dall'ultimo mandato datato 2008. Come nel 2008, quando il mondo stava affrontando una grave crisi economica, anche questa presidenza arriva in un momento di precarie condizioni economiche lasciateci alle spalle dal Coronavirus. Tuttavia, l'outlook per questo e per gli anni a venire sembra molto positivo - varianti permettendo. La presidenza della Slovenia, con il Premier Janša, è all'insegna dello slogan "Unità, Resilienza, Europa". La cerimonia si è svolta in due parti, la prima (non ufficiale), durante il Trentesimo annivaersario dell'indipendenza dalla Jugoslavia, con il patrocinio del Presidente del Consiglio Europeo Michel e molti altri personaggi illustri tra i quali i premier delle vicine repubbliche e quello portoghese, il quale ha consegnato il testimone della Presidenza dell'EU.

Ma cos'è la presidenza del Consiglio dell'UE? In parole povere, gli Stati membri dell'UE assumono la presidenza del Consiglio dell'UE (una delle tre principali istituzioni dell'UE, insieme alla Commissione europea e al Parlamento europeo) su una base a rotazione predefinita. Ogni paese ricopre la presidenza per sei mesi. La Slovenia ha detenuto la presidenza del Consiglio dell'UE per la prima volta nella prima metà del 2008, ed è di nuovo il turno della Slovenia nella seconda metà del 2021. Il compito principale dello Stato membro che esercita la presidenza è quello di gestire il lavoro del Consiglio dell'UE, in particolare di guidare il lavoro legislativo e di formulare le posizioni comuni per i colloqui con il Parlamento europeo come colegislatore e la Commissione europea come organo esecutivo. La presidenza deve assicurare che le procedure legislative vengano rispettate e che il confronto tra gli Stati membri avvenga in modo imparziale. Si prevede che agisca come un mediatore imparziale e onesto, non enfatizzando i propri interessi nazionali ma lavorando verso soluzioni di interesse comune.

Le priorità di questo semestre si collocano tra la ripresa e la resilienza post-epidemia e il dibattito sul futuro dell'UE. Per il Premier sloveno, tuttavia, la qualità e la tempestività della ripresa economica dipende molto dal successo (o meno) della campagna vaccinale, che si spera riesca a debellare il Covid entro il prossimo autunno. In aggiunta alle politiche mirate alla ripresa economica, ci sono altre strategie di prim'ordine sul tavolo sulle quali l'Unione europea dovrebbe avere più peso. Tra queste, le relazioni con la Federazione Russa, la Turchia, la Cina e l'Alleanza Atlantica (NATO), da cui l'Europa sta cercando (finora invano) di staccarsi almeno in parte.

Ma gli interessi dell'Unione, secondo Janša, non si fermano qui. Infatti, ci sono altre priorità, ovvero l'allargamento con interesse per l'ingresso nel Mercato Unico di Serbia, Macedonia del Nord e Albania. Tuttavia, qui bisogna considerare il veto di alcuni stati presenti, in primis Grecia e Bulgaria, e il doppio (triplo) gioco serbo, con il cuore in Russia, ma con il portafogli in Europa e parzialmente in Cina. È chiaro che non si può compiacere tutti e tre allo stesso tempo, quindi la scelta, unita all'eventuale ingresso nell'Alleanza Atlantica, non sarà imminente, e tanto meno facile. La scelta dell'allargamento ai Balcani occidentali è dettata principalmente dall'interesse di tenere sotto controllo i flussi migratori in modo più risoluto, evitando di trasformare i Balcani in un gigantesco campo profughi più di quanto non lo sia già.

Comunque, come si presenta questa nomina per la nostra città? La cosa più importante, secondo noi, potrebbe essere quella di dare un forte impulso alle flebili speranze di formazione della ZEST (Special Cross-Border Economic Zone). Si tratterebbe di una zona transfrontaliera, soggetta a sgravi o esenzioni fiscali, incentivi, affitti a utenze ridotte, cosa sicuramente importante. È risaputo, però, che le relazioni politiche tra i governi di Lubiana e Nova Gorica non sono esattamente idilliache a causa di visioni politiche diametralmente opposte. Tuttavia, come tutti sappiamo, i soldi non guardano in faccia a nessuno, quindi riteniamo ancora possibile presentare un programma economico transfrontaliero comune, cercando di fare una buona impressione a Bruxelles approfittando della presidenza slovena dell'UE.

Ad ogni modo, molti degli attuali sviluppi a livello geopolitico ci riguardano, poiché una maggiore integrazione economica è la chiave della prosperità. Certamente, il conseguimento degli obiettivi prefissati non sarà facile, ma è comunque giusto provarci, ci si può solo guadagnare.


Martin Novak - Gorizia3.0