RIAPRE LA STAZIONE FFSS DI CAPRIVA? UN SOGNO CHE SI AVVERA. RIFLESSIONI SUL COLLIO

19.12.2019

Per i caprivesi e per la Destra Isonzo più in generale è un sogno che si avvera: c'è infatti la possibilità che vengano riaperte - a distanza di sei anni dalla loro chiusura, per motivi riorganizzativi, ma in assenza di risparmi economici significativi - le stazioni ferroviarie di Capriva del Friuli e di Mossa. Il Consiglio regionale ha approvato infatti un ordine del giorno a firma del consigliere regionale Diego Bernardis attraverso il quale si impegna l'Assessore regionale ai trasporti e il Presidente Fedriga a verificare con Trenitalia tale circostanza, auspicata dall'utenza di Capriva e da Moraro e San Lorenzo Isontino. E non solo. Quella riferita all' ampliamento delle opportunità dei servizi di trasporto pubblico nell'area della Destra Isonzo è infatti un'esigenza particolarmente sentita da chi è costretto a raggiungere con i mezzi propri - soprattutto lavoratori, studenti e pendolari - Cormons o Gorizia per accedere al servizio ferroviario. Sappiamo per certo inoltre che l'Apt sta verificando la possibilità di potenziare il servizio di bus urbano sulla linea Gorizia-Cormons e questa è stata una battaglia portata avanti anche da Gorizia3.0. L'estensione del servizio urbano di bus nell'ambito dell'Intera area del Collio, rispetto alla quale la nostra pagina ha ospitato nel recente le prese di posizioni dei consiglieri di minoranza dei Comuni di Capriva tra cui la sottoscritta e Luca Michelutti, di Mariano Corrado Pipp e del Consigliere goriziano Tomasella - rappresenterebbe infatti una risposta puntuale ed esaustiva alle necessità di spostamento della popolazione residente.Aggiungiamo che il discorso dei trasporti pubblici potenziati in questa prospettiva potrebbe finalmente far riflettere i sindaci dei comuni sulla necessità di sempre maggiori sinergie operative sul territorio del Collio goriziano-cormonese. Mentre Cormons ha già avviato una serie di iniziative con i comuni della Destra Isonzo, rimane da sapere come Gorizia vorrà interagire con queste realtà ad essa così affini e così legate a una città che si appresta a ridiventare capoluogo di provincia. 

Rossella Dosso