RIFLESSIONI SUL 2025

23.01.2021

Da bravi cittadini, noi di Gorizia3.0 abbiamo individuato una lunga, anzi lunghissima, serie di problemi riguardanti le mille questioni irrisolte di questa città. Tra queste, i rapporti con gli altri centri regionali, tra cui Grado e Aquileia. La prima è, o meglio era, una medaglia appuntata sul petto dell'Isontino, motore del turismo regionale, una risorsa che avrebbe dovuto essere messa in contatto con Gorizia dalla Provincia, che per mancanza di visione e anche per motivi politici ha sempre trascurato questi problemi. La "nuova provincia" auspicata dalla Regione dovrebbe riportare in sinergia i due territori. In più nella partita dovrebbe entrare anche il nostro Collio, un tempo chiamato "Goriziano" - aggettivo che un tempo abbelliva anche le bottiglie made in Collio - una vera meraviglia - seppur poco sfruttata.

L'Isola del Sole, Grado, registra da anni numeri altissimi di visitatori, ormai ben oltre 1,3 milioni. Tralasciamo il 2020, che chiaramente non conta nulla: cercheremo di tornare al più presto ai livelli pre-Covid-19. La sinergia storica Grado-Gorizia non dovrebbe però essere fine a se stessa, visto che dovremmo pensare ad attirare almeno una parte dei turisti di Grado, considerando che sono soprattutto austro-tedeschi, e quindi storicamente legati alla nostra città? Sembrerebbe che questa opzione non sia importante per l'attuale amministrazione, ed è un vero peccato, perché potrebbe fare da volano a tutto il comparto commerciale cittadino.

La seconda, Aquileia, è così intimamente legata a Gorizia che sembra impossibile che non si creino nuovi rapporti in un'ottica di rilancio non tanto dell'antica città romana, quanto di Gorizia. Non dimentichiamoci dell'ottima performance turistica della città, unita a una sapiente gestione del suo. Aggiungiamo anche che, da qualche anno, la nostra regione ed Aquileia hanno iniziato a collaborare in modo più sinergico, puntando sulla città come centro storico-culturale dalle potenzialità semplicemente enormi, con un'amministrazione comunale che sta finalmente riuscendo a stabilire un dialogo con tutte le istituzioni. Inoltre, dal punto di vista turistico, non ci dobbiamo mai dimenticare dell'inestimabile Tesoro di Aquileia, di proprietà della Curia arcivescovile e donato a Gorizia a metà del XVIII secolo, per il quale è stato creato, a Gorizia, il Museo di Santa Chiara, del quale Kevin Cucit parla ampiamente nell'articolo seguente. Per troppo tempo nessuno ne parlava; poi siamo arrivati noi, e sembra che tutti i nostri post abbiano finalmente sollecitato la Giunta comunale a muoversi in questa direzione, e ci fa piacere, ma occorre fare molto di più di una mostra occasionale in progettazione.

Inoltre, a nostro avviso, una rinnovata collaborazione con il mare non può prescindere dal nostro Collio, che oggettivamente non ha nulla da invidiare dal punto di vista paesaggistico ed enogastronomico alle ben più famose valli del Prosecco, Franciacorta, Langhe, ecc. Quello che manca, però, è una forte ed efficace promozione e investimenti mirati allo sviluppo del territorio. Una delle tante idee potrebbe essere il turismo verde, molto in voga nei paesi vicini. Qualcosa oggettivamente si sta già muovendo, o almeno dovrebbe: stiamo parlando del progetto cicloturistico "Isonzo - Soca" del GECT, ma è decisamente troppo poco. È noto che i vantaggi di investire, ad esempio, nel cicloturismo sono molteplici, perché questa forma di turismo consente, da un lato, a piccoli territori di far conoscere i propri siti culturali ad un pubblico più vasto, senza però intaccare il territorio con la costruzione di grandi infrastrutture, e dall'altro di attivare una crescita economica basata su piccole imprese artigianali. Il cicloturismo infatti richiede più la presenza di bed and breakfast e agriturismi, piuttosto che di grandi alberghi e promuove la creazione di piccole attività imprenditoriali quali ciclo officine, negozi specializzati in abbigliamento sportivo, ecc., e anche la necessità di creare nuove figure professionali quali la guida cicloturistica, in grado di coniugare la conoscenza del patrimonio culturale con la propria abilità nel settore dello sport.

Inutile dire che i politici spendono ogni giorno molto tempo e sforzi per promuovere e difendere queste categorie produttive, ma all'occasione mancano sempre i fatti. Sarebbe certamente il caso di invertire la rotta, e anche subito.

Ma c'è sempre tempo, e infatti si potrebbe pensare di fare qualcosa del genere in vista della Città della Cultura del 2025. Si potrebbe anche pensare di includere maggiormente il GECT, che non dovrebbe certo fermarsi agli attuali (pochi) progetti presenti. Si parla quasi ogni giorno dei fantomatici 209 miliardi di euro del fondo "Next Generation EU", ma non si parla dei progetti reali. C'è qualche amministrazione che pensa davvero a come spendere (bene) questi soldi? Gorizia è purtroppo molto indietro nel settore del turismo, nonostante abbia un notevole vantaggio rispetto ad altri paesi limitrofi, grazie ad un importantissimo mix di storia ed enogastronomia, condizioni climatiche e paesaggi unici. Effettivamente, qualcuno però deve iniziare a pensare alla città e non ai piccoli privilegi che una posizione politica può garantire... Ci sarà mai qualcuno disposto a farlo?

Martin Novak - Gorizia3.0


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