RIPARTIRE DA GORIZIA

31.08.2020

La questione tutta goriziana dell'appartenenza al Friuli o alla Venezia Giulia suscita animate polemiche. Molti lettori triestini e/ della provincia di Udine commentano ironicamente, come se qualsiasi manifestazione di orgoglio o semplicemente di vitalità che fuoriesca dalla nostra Gorizia sia fuori luogo, essendo - secondo la loro rozza visione - la Regione composta soltanto da Udine e/o Trieste.

Noi siamo invece convinti che l'identità goriziana sia molto più affascinante e complessa di questo banale schematismo e soprattutto non sia una questione astratta, ma fortemente legata a qualsiasi rilancio concreto della città e dei territori di una Provincia che comunque, e grazie alla Regione, sarà rispristinata. Qualcuno ci pensa?Gorizia "contiene" il Friuli, di cui non solo è parte integrante ma culturalmente costituente e fondamentale: ne è stata la parte più illuminata al punto da promuovere la sua koiné e farla assurgere al rango di lingua. Basterebbe questo, ma Gorizia "racchiude" anche la Venezia Giulia, ovvero quella parte d'Italia Mitteleuropea che non si può limitare alla sola triestinità.

Ma Gorizia in modo ampio e felice comprende in sé latinità, l'anima slava e quella germanica: il tutto lo ripetiamo e fecondato da quell'innesto ebraico che illumina questa straordinaria mistura di storia, tradizioni, conflitti, rapporti. Ora se non si capisce che Gorizia è stata -ed è ancora - matrice di cultura originale non si è capito nulla di questa città e si vanifica sopratutto la possibilità di darle un ruolo internazionale che potrebbe giovare a tutto il territorio goriziano, senza essere a rimorchio - capiamoci bene - di nessuno.

Il Goriziano di cui parliamo non ha confini geografici delimitati ma è un idea che investe tutto l'agire culturale e sociale, che varrebbe la pena di incrementare, valorizzare, sviluppare: un po' di orgoglio d'appartenza, insomma, quel tanto che basta per non calare continuamente le braghe. 

Kevin Cucit