Rismondo Giovanni (1807 - 1875)

23.02.2020

Giovanni Nepomuceno Rismondo nacque a Rovigno nel 1807. Laureato in legge a Padova, si trasferì nella nostra città nel 1841, dopo aver esercitato l'avvocatura a Monfalcone per alcuni anni, e subito la sentì sua, o meglio sentì di appartenervi. Era molto considerato nella sua professione: capace oratore, la sua clientela non si limitava all'ambito cittadino. Fu definito "uno dei più distinti giuriconsulti di quel tempo" e, dai popolani, il "brav avocat". Gorizia lo conobbe però di più come appassionato sostenitore degli ideali liberali e nazionali, per l'affermazione dei quali si dedicò attivamente. Già nel 1848 il suo nome figurava nei rapporti della polizia austriaca come quello di un "noto acceso partitante per la causa italiana, individuo molto sospetto di trame politiche". Ebbe come collaboratori nel suo studio Carlo Favetti e Luigi Pajer, che gli furono vicini anche nell'impegno politico. Particolarmente profonda fu l'amicizia che lo legò a Favetti. Insieme i due arringarono il popolo in piazza grande il 15 marzo 1848, chiedendo la Costituzione e l'unità nazionale. Rismondo fu inoltre finanziatore e collaboratore del "Giornale di Gorizia" diretto da Favetti dal 1850 al 1851, e fu lui a proporre l'amico alla carica di segretario comunale. Esponente di spicco del partito liberale goriziano, Giovanni Rismondo fu eletto consigliere comunale nel 1851 e successivamente, nel 1861, anche deputato della Dieta provinciale, dove si battè contro le proposte dei consiglieri lealisti, anche se spesso, visti i rapporti di forze, senza fortuna, come nel caso della sua opposizione alla riforma elettorale del grande possesso fondiario, che avrebbe ridotto la rappresentatività degli italiani a favore degli sloveni.


Nel 1860 incontrò a Torino Vittorio Emanuele II e il patriota ungherese Lajos Kossuth in esilio. In quell'occasione il barone de Buffa, esprimendo "quasi la certezza che qui esista una filiale del Comitato del partito rivoluzionario" con a capo l'avv. Rismondo, "sotto ogni riguardo politicamente malintenzionato", ne propone l'internamento "nell'interno della monarchia, in tutti i casi in alcune fortezze della Boemia, fino a tanto che le condizioni politiche miglioreranno" come pure Iona e Favetti, "i tre più pericolosi", per "non renderli nocivi" e produrre "un pànico spaventevole nei malintenzionati, da far loro passare l'ubriacatura politica", pur riconoscendo che contro di loro "non esistono fatti specifici per iniziare un processo". Insieme ai tre sono citati come meno pericolosi il dott. Bayer [recte: Pajer], Seitz, Nardini, Bassa, l'ingegnere capo delle ferrovie Antonio Poratti da Milano, il segretario della Camera di Commercio Pellegrini "e tanti altri ancora". Contro l'opportunità dell'internamento si esprime l'ispettore Wanggo, "anche per il fatto che Trieste, Gorizia e l'Istria vengono ancora considerate all'estero essere di buoni sentimenti austriaci, la qual'opinione potrebbe venire scossa prendendo delle severe misure di precauzione". È presidente del Comitato italiano riscostituito a Gorizia dopo lo scioglimento di quello di Udine (1860), di cui fa parte, oltre ai sopra citati, anche Deperis. Fece parte di un Comitato d'azione che diffondeva "proclami rivoluzionari" e "altri scritti incendiari" fatti pervenire dal Regno d'Italia nel Friuli e fino in Istria. Tramite è un parente udinese di Seitz che porta il suo stesso cognome. Nel 1866 fu internato a Graz. Tornato a Gorizia, fu tra i fondatori e sostenitori del giornale "L'Isonzo" (il cui primo numero uscì il 7 ottobre 1871) e della Società di Ginnastica, la futura Unione Ginnastica Goriziana, di cui fu presidente dal 1869 al 1872. Nel 1872 fu eletto presidente della Camera degli avvocati, e nel 1874 del Gabinetto popolare di lettura. Dopo la morte della moglie Maria Chilain de Hembize, avvenuta nel 1873, condusse vita ritirata. Morì il 16 febbraio 1875, nella sua casa al n. 4 di Via del Santo. Il suo nome è stato dato alla via dove si trova l'Unione Ginnastica da lui diretta. Un'altra targa, posta nel 1949 nell'atrio dell'Unione Ginnastica Goriziana, ricorda "Giovanni Rismondo animatore di patrie virtù" e quanti nel corso degli anni ressero il sodalizio.