RITORNO A PIEDIMONTE IL QUARTIERE DIMENTICATO

25.06.2021

Ritorniamo su Piedimonte/Podgora/Pudigori. Anche per ribadire che Gorizia è fatta anche di quartieri, molto belli, con una loro storia, che non sono "periferia" ma parte integrante e preziosa di una cittò che ambisce a dimostrare il titolo di capitale culturale europea.

Così ricordiamo agli amministratori troppo impegnati in selfie autocelebrativi e in mirabolanti annunci che alcuni marciapiedi - e non solo quelli di via Brigata Cuneo - sono impraticabili, che l'asfalto in diversi punti è dissestato, mentre il Piano asfaltature che sta per partire non prevede che si intervenga nonostante le segnalazioni fatte. E che manca ogni servizio essenziale: dai generi alimentari, alla farmacia, banca, ufficio postale e a tutto ciò che serve in una comunità, soprattutto da quando la passerella che collega Piedimonte alla città è impraticabile. Abbiamo già detto del Muro delle cinque lingue e del colpevole abbandono in cui versa.

Ma vogliamo ricordare anche l'itinerario che dal quartiere porta al monte Calvario - con in cima il bell'obelisco commemorativo - che rappresenta una delle zone più ricche di storia e più panoramiche del Goriziano, che andrebbe valorizzato, se non riportato a una decente Percorribilità. Come pure il settecentesco Parco dei Principi ricco di fascino e di storia, in deficit di manutenzione. E mentre nei giardini di Corso Verdi si inaugurano - e sono beninteso iniziative lodevoli - panchine rosse, blu e rosa, nel parco intitolato a Sigmund von Attems fa "bella mostra" una panchina talmente malridotta da non potervici sedere.

Ma perché nessuno ha pensato di installare in questo bel luogo alcune panchine sulle quali sia possibile sedersi e leggere un giornale o di organizzare un evento che sia uno? E soprattutto perché questo quartiere che ha contribuito con il Cotonificio a dare lavoro e benessere a tante famiglie della città e del Goriziano è oggi abbandonato a se stesso?


ERMES DOSSO