ROMOLI CHI?

27.11.2021

Doveva sciogliere le riserve entro dicembre ma ne ha anticipato i tempi. Com'è noto Ziberna scende in campo per ricandidarsi a sindaco: la cerimonia d'investitura è stata officiata dalla coordinatrice regionale di Forza Italia, che è la stessa che cacciò dal partito Ettore Romoli in puncto mortis. Fu uno scandalo. Ma poteva disturbare i capoccia di Trieste quindi fu subito dimenticato e Gorizia, nel 2018, inaugurò così la sua oggi totale irrilevanza. Era iniziato il quadriennio ziberniano.

Ciò che rende singolare ed assolutamente irrituale la modalità dell'annuncio è che abbia luogo in occasione di un incontro di partito, nella circostanza una assise dei berlusconiani regionali in quel di Villa Manin, mentre ci saremmo aspettati che l'avviso ai naviganti venisse dato dall'intero Centrodestra.

Non è che dopo quattro anni e passa di disastri, di svendita di prerogative e dell'assenza di qualsiasi iniziativa per dare un futuro a una città che ha imboccato un calo demografico allarmante con tutti i suoi annessi e connessi qualcuno nel Centrodestra, come buon senso vorrebbe, sta avendo un ripensamento?

Intanto fa capolino una proposta singolare: vista la straordinarietà della situazione e le sfide che ci attendono (quella della Capitale Europea della Cultura e soprattutto quella di dover risollevare una baracca che va rimessa in piedi dalle fondamenta) qualcuno vorrebbe mutuare l'esperienza Draghi in chiave goriziana invitando tutti i soggetti politici a fare un passo indietro per creare una sorta di governo di salvezza comunale. Insomma dopo "l' orgia delle candidature" ecco "la grande ammucchiata".

Seriamente: un'ipotesi da prendere in eventuale considerazione ad una sola condizione: che Ziberna e buona parte della sua Giunta si levino dalle scatole.

Ermes Dosso