ROMOLI, MATTARELLA E “ZONA FRANCA” UN TUFFO NEL PASSATO: OTTOBRE 2016

19.06.2020

In merito alla grande animazione intorno alla problematica Zona Franca e Zone speciali, la paternità e maternità di un'idea che ha prodotto più progetti di legge che zanzare d'agosto, saccheggio un pezzo firmato da F.Fain. ecco quanto scriveva su Il Piccolo del 28 ottobre 2016, in cronaca di Gorizia.

"L'acronimo è "Zese". E si riferisce alla cosiddetta "Zona economica speciale europea": una proposta che il sindaco Romoli ha fatto uscire dal cilindro durante la cerimonia ufficiale con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Mai prima d'ora era stata delineata questa possibile via d'uscita per rendere appetibile agli investitori quella che è diventata una zona depressa. Sì, si era parlato di Zone franche urbane, di Aree a bassa fiscalità, di Labour Belt ma mai era stato prodotto uno studio organico e compiuto che consentisse al Gect (Gruppo europeo di cooperazione territoriale) di recitare il ruolo dell'attore protagonista. Oggi siamo in grado di proporlo in anteprima. L'elaborazione è della direttrice del Gect, Sandra Sodini. Agevolazioni di natura fiscale."

«Nessuno pensi alla benzina e alla sigarette - dice Romoli nell'articolo di Fain - La "Zese" non è la zona franca old style che si identificava appunto con i contingenti agevolati di carburante, con i "buoni" prima e con la tesserina magnetica poi. Ci riferiamo ad un nuovo tipo di Zona franca che ha come obiettivo arrivare alla detassazione delle imprese e dei capitali finanziari. Ho già sottoposto la proposta e lo studio attuativo all'ambasciatore d'Italia a Lubiana e spedirò, nei prossimi giorni, tutto il materiale direttamente al Ministro Padoan. Ho approfittato della visita del Presidente Mattarella per lanciare questa proposta che se troverà appoggio a livello romano potrà cambiare le sorti di quest'area».

Appunto: il supporto di Roma....

a.d.


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