SAN ROCCO E IL FRIULANO

Nell'Ottocento molti goriziani, si esprimevano in ben quattro lingue (italiano, friulano, tedesco e sloveno), rappresentando il nostro territorio il punto d'incontro tra le tre principali aree linguistiche europee: neo-latina, slava e germanica; e nel 1880 quasi il 75% di essi parlavano friulano. Sono trascorsi 140 anni, che non sono pochi ma nemmeno secula seculorum, e oggi in città quelli che parlano in friulano sono rari come le mosche bianche. Fatta eccezione per Lucinico, che pur sentendosi parte del capoluogo, rivendica dalla sua posizione periferica una propria orgogliosa autonomia chesi fon-da proprio sulla friulanità. 

E San Rocco, pardòn, Borc San Roc che nel cuore di Gorizia tiene alta la bandiera dell'appartenenza ai valori di un'identità friulana che, con il carico lieve delle sue tradizioni e delle sue consuetudini, con giustificata alterezza sa preservare, enfatizzare e diffondere. Lo fa attraverso il sodalizio sorto nel 1973 sotto il nome di Centro per la Conservazione e la Valorizzazione delle Tradizioni popolari di Borgo San Rocco che promuove durante tutto l'anno una serie di eventi e di iniziative tra le quali spicca la pubblicazione annuale della rivista "Borc San Roc", che raccoglie i contributi preziosi di storici e ricercatori di rilievo. 

Nessun altro - ci riferiamo agli enti e al-le istituzioni cittadine - si cura di salvaguardare la friulanità di Gorizia, che perdendo tale patrimonio identitario dal quale tanti pregevoli contributi culturali e letterari ha ricevuto, impoverisce la sua complessa identità.


ERMES DOSSO


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