SCUOLA GORIZIANA DI PITTURA C’E UN PROGETTO PER IL 2025

26.01.2021

C'è un interessantissimo libro che è stato edito dalla Unitre di Cormons qualche anno or sono, che porta la firma dell'artista Luciano De Gironcoli e che si chiama "La Scuola goriziana di pittura", in cui si ipotizza con dovizia di dati l'esistenza di uno stile tutto goriziano: secondo l'autore a fare da "apripista" sarebbero stati Luigi Spazzapan, Anton Zoran Mušič, Gabriel Stupica e quel Cesare Mocchiutti che è una sorta di Maestro che segna la pittura goriziana del secondo Dopoguerra. Un'ipotesi affascinante che sposiamo in toto ma che secondo noi risale a un periodo precedente, quello che inizia almeno dagli anni '20 del secolo scorso, quando nasce il Circolo Artistico Goriziano che a sede dove oggi c'è il Kinemax. E dura ancora, vista la dovizia di artisti notevoli che ancora anima questa città.

Per capire il fervore culturale della Gorizia del tempo tra gli animatori del circolo ci sono Antonio Morassi, il musicista Kogoj, allievo di Schoenberg e tra i pittori nomi di rilievo quali, tra gli altri, Luigi Spazzapan Veno Pilon, Sofronio Pocarini, Bolaffio, De Finetti, Del Neri, Sergi, Braidotti, Gasparini. Un periodo di grande creatività artistica, che pur in epoca fascista riesce a tenere uniti artisti italiani e sloveni nel nome dell'arte e della cultura. L'argomento è sterminato e lo approfondiremo. Ma ci sono anche Tullio Crali, Raoul Cenisi e quell'esprit futurista che predica una rivoluzione nelle arti figurative cui Gorizia risponde con entusiasmo.

Comunque, nell'aprile del 1924 si apre la prima Esposizione di Belle Arti cui partecipò anche Spazzapan, con quattro disegni. Gorizia era un centro d'arte, che riceveva ispirazioni da Venezia, Vienna e Lubiana, creando uno stile suo proprio, un'anima sua propria, un nitore pittorico, Gorizia era un capoluogo in cui convergevano artisti e intellettuali. Come ricorda De Gironcoli, "molti artisti austriaci, sloveni e anche triestini erano incuriositi dal fermento culturale di Gorizia e, quindi, i loro soggiorni di lavoro in città erano molto frequenti.

Ad esempio Avgust Cernigoj, poliedrico e "irrequieto" pittore della comunità slovena di Trieste era spesso a Gorizia, fin dal tempo dell'Impero austriaco, ad esporre le sue opere o a parlare d'arte al Caffè Garibaldi, al Caffè Teatro, nelle ormai inesistenti locande della città vecchia o nelle sedi dei numerosi circoli culturali di quel tempo".

Sull'argomento il giornalista Antonio Devetag, insieme a Marino De Grassi, ha presentato già anni fa al Comune di Gorizia un progetto espositivo (https://www.gorizia3-0.it/scuola-goriziana-di-pittura) che andrebbe nella direzione di valorizzare la comune e importantissima cultura artistica che ha legato il territorio goriziano - italiano e sloveno - in modo indissolubile e particolarmente importante in vista del 2025, in cui Gorizia e Nova Gorica saranno Capitale Europea della cultura. Lo pubblichiamo, insieme a un estratto del libro di De Gironcoli, sul nostro sito.

Rossella Dosso


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