SEMOLIC, PERIC, SANZIN, TERPIN: CI VUOLE UN CAMBIO DI MARCIA

13.10.2021

Ci stupisce la rimozione mediatica sull'iniziativa del giornalista Andrea Romoli che ha messo insieme le opinioni di cinquanta personalità di vari settori per discutere sul futuro di Gorizia.

Non stupisce invece il silenzio del mondo politico locale, che conferma ancora una volta la sua pochezza, impegnato com'è ad alambiccarsi sulle prossime elezioni, tanto che alcune assessoresse hanno ripreso a cinguettare con un certo impegno dopo un letargo di 4 anni.


L'evento incentrato sul futuro della città ha segnalato, pur tra molte cautele e mezze frasi quanto deteriorata sia l'immagine di questa amministrazione e di una certa classe dirigente goriziana, priva di una qualsiasi visione della città. Proprio per questo è interessante, nel quadro generale, l'immagine piuttosto coesa che ha fornito la minoranza slovena. Molti suoi importanti componenti hanno aderito all'invito. Non crediamo sia un caso: è un messaggio che vale la pena discutere e interpretare.

Anche se non ancora definita, l'unione tra Gorizia e Nova Gorica è per DamjianTerpin, Livio Semolic, Samo Sanzin, Boris Peric l'unica strada che hanno le due città per uscire dalla gravissima crisi che le attanaglia, anche perché il tema di una connessione sempre più stretta tra le due città è uscito dal campo della teoria con la designazione a Capitale Europea della Cultura. Gestire un simile impegno costringe ad affrontare i futuri rapporti tra le due città con una fretta drammatica.

C'è di mezzo anche la Zls, poi i rapporti territoriali, il possibile e mai decollato ruolo internazionale. Internazionale, non solo transfrontaliero, di Gorizia.

E che a Gorizia ci sia bisogno di una svolta anche politica emerge con forza. Peschiamo a random. Dice Livio Semolic: "abbiamo assoluto bisogno a Gorizia di persone competenti che possano affrontare in modo compiuto i reali problemi della nostra città". Si riferisce all'attuale giunta ma anche all'intera classe dirigente, cui Semolic domanda "quali sono le eccellenze intellettuali di Gorizia? Dove si trovano?" e dichiara che "dovrebbe essere chiara tutti e palese la profonda debolezza comune della classe politica (goriziana, ndr.) . E non faccio differenze - aggiunge - tra destra e sinistra..."

Gorizia? "Una situazione drammatica, il valore degli immobili sta crollando, il commercio è alle lacrime e l'industria è inesistente". I soliti cattivoni di gorizia3.0? No, è Damjian Terpin, esponente di spicco della comunità slovena goriziana il quale si è domandato retoricamente qual è l'offerta commerciale di Gorizia, qual è la sua reale attrattività per uno shopping che possa impegnare felicemente un turista per una mattinata o per una serata?


Altro che "Studio Ambrosetti" che riservava in un voluminoso rapporto incentrato sulla "Venezia Giulia" quattro righe sul possibile ruolo commerciale di Gorizia. Altro che ciarlatanerie varie. Si va sul sodo: necessaria un'autoanalisi della rete commerciale nel tentativo di rafforzare quell'appeal cittadino, come stanno tentando - e questo lo diciamo noi - le "donne coraggiose di via Rastello"? Oppure diventare addirittura quel "salotto del gusto", magari più accogliente, elegante come i profumi della Ribolla, gentile come il colore della Rosa, perorato nella stessa occasione dalla giornalista Elisabetta Tomsig o dell'ex assessora Mara Cernic.

 

Torna prepotente la necessità di una efficace sinergia in campo enogastronomico e turistico (vedi Collio - Brda - Unesco) che secondo la minoranza slovena è una delle chiavi di volta per una ripresa, che deve quindi trovare gli strumenti giuridici e istituzionali per esprimere tutte le potenzialità del Goriziano. Gorizia e Nova Gorica soffrono di mancanza di industria e di una grande crisi dell'artigianato e forse per una volta l'unione di due debolezze potrebbe fare una forza: lo ha ricordato l'avvocato e imprenditore Samo Sanzin.

Boris Peric, "deus ex machina" del Kinemax immagina Gorizia e Nova Gorica come storico centro di una zona che va dall'Alta Valle dell'Isonzo alle sue pertinenze provinciali in Italia. Ma questo ragionamento resta in sospeso, mentre una più equilibrata definizione territoriale ci sembra necessaria.

Ma se tutto il discorso non vuole altro che incardinare il prossimo futuro di Gorizia ai soliti capataz dell'egemonia triestina o ai tristi servitori della Città Metropolitana; se il discorso mira a un altro commissariamento, più raffinato evanescente - oltre quelli già in atto - si spreca fiato per niente. Per costruire un Centro (Gorizia-Nova Goriza) che sia motore di sviluppo bisogna operare scelte ed essere pronti a combattere contro chi considera Gorizia terra di rapina, opponendosi agli scippi: quelli già subiti e quelli in essere.

Creare alleanze. Definire territori con la maggiore elasticità possibile, in un quadro che non dimentichi Grado e Aquileia, tra l'altro essenziali per un vero rilancio turistico-culturale. E su questo argomento in particolare, in cui la maggioranza italiana cincischia senza voce abbiamo alcune idee piuttosto chiare. E' urgentissimo aprire un'ampia discussione, un tavolo di lavoro al quale invitare chi lavora per il cambiamento.


Gorizia3.0