SGARBI, FEDRIGA, GORIZIA L'ECLISSI DELL'IDENTITA'

17.10.2022

Cerchiamo di spiegare la nostra insistenza sulla necessità di una svolta nella gestione della Capitale Europea della Cultura, tolta di mano ai goriziani e chi purtroppo li rappresenta in piazza Municipio. Abbiamo passato ai raggi X il programma dell'evento, un insieme di eventi senza alcun filo conduttore, coacervo di iniziative spesso di livello strapaesano, in cui la presenza della nostra Gorizia non ha di meglio che proporre il Cantaquartieri che, seppur pregevole, non ha dimensioni continentali.. In Regione e probabilmente anche a Lubiana sono consapevoli di questa intrinseca debolezza tanto che l'assessora Tiziana Gibelli, oltre ad affidare i cospicui finanziamenti non al Comune ma al suo braccio armato culturale Erpac (parte corrente) e piuttosto al Gect (parte investimenti), ha lanciato da tempo un'Opa regionale sul 2025. Il Bid Book sarà corretto in corso d'opera con idee ed iniziative che arrivano dai territori di Pordenone, Udine e Trieste. 

La classe dirigente goriziana annuisce, inconsapevole e felice di posare qualche selfie con l'assessora, facendo finta di essere protagonista e non semplice e servile figurante. Non è solo una questione culturale, settore in cui siamo gravemente carenti: è proprio l'assenza totale di consapevolezza delle necessità della città e del territorio a lasciare stupefatti. L'opera pubblica principe del 2025 doveva essere quel sudario bianco progettato a Roma per la cui progettazione e costruzione erano stati messi a bilancio 7 milioni di euro: una costruzione che doveva essere il perno degli investimenti e che è capottata prima di partire ed essere ridotta a un "padiglione" da mezzo milione. E non si tratta soltanto di creare eventi culturali ovviamente di interesse internazionale, come indica Vittorio Sgarbi che rivela le incredibili lacune storico-culturali e il ritardo abissale della preparazione concreta del 2025, peraltro già ampiamente sottolineato più volte e autorevolmente: anche dal nostro Arcivescovo. 

Il discorso è sul ruolo di Gorizia dentro un territorio del diametro di almeno 100 chilometri di diametro e non limitato alle rive dell'Isonzo e del Vipacco e che va da Lienz a Lubiana, da Venezia a Capodistria. Mentre spacciandoli per nuovi di zecca vengono ciclicamente estratti progetti dal "piano triennale delle opere" che è come il sacchetto della Tombola, si definisce chiaramente la mancanza di un orizzonte cui fare riferimento a cominciare dalle difficoltà di articolare le direttrici di un nuovo piano del traffico e di quel chimerico "cicloplan" che dovrebbe razionalizzare il caos che si sta producendo e di cui abbiamo dato parziale documentazione. Sarebbe bene puntare le carte sulla centralità concreta di Gorizia rispetto a una zona di produzione agricola e vitivinicola di enorme pregio, uscendo dalla contingenza dei quattro giorni di Gusti di Frontiera e ripristinando il Mercato Coperto (senza sfrattare chi ci lavora) come vetrina prestigiosa dei nostri prodotti, legando qualsiasi iniziativa a un rilancio in grande stile del comparto della ristorazione cercando di evitare che nel 2025 i milioni di turisti non trovino ristoranti aperti di domenica.

Sappiamo che il Comune non può costruire alberghi e posti letto per accogliere i "milioni" di visitatori , ma almeno monitorare la situazione di una città che ne dispone circa 400 e costruire allora una serie di rapporti concreti con il proprio territorio ovvero la Provincia ( Grado ne ha quasi 5000, altri sono a Cormons e a Gradisca) per creare sinergie utili a tutti; allertare in modo efficace non solo l'Apt ma tutte le aziende di trasporto regionali per preparare servizi bus che convergano nella nostra città da tutta la Regione, in collaborazione con la Slovenia. Mentre si cerca dopo anni annorum di rimbalzi tra Trieste e Roma di dare il via alla celebre "bretella dell'autoporto" sarebbe bene tentare almeno di sanare quel deficit di trasporti ferroviari per cui Gorizia è diventata una città residuale nei piani delle Ferrovie dello Stato. Possibile che Gorizia non interloquisca direttamente con il governatore del FVG Fedriga in modo che Gorizia (non solo Udine, Trieste e Monfalcone) abbia nel 2025 dei treni privilegiati: oggi il tempo di viaggio medio di chi parte da Gorizia per raggiungere Venezia è di 2ore e 48 minuti (!); da Monfalcone lo stesso tragitto si può percorrere in un'ora e 32 minuti. 

gorizia3.0


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