Simzig Federico (1849-1922)

12.02.2020

Federico Simzig (poi Simsig) nacque a Gorizia il 23 febbraio 1849, in un momento in cui la città stava scoprendo le prime libertà costituzionali dopo i moti che avevano percorso l'impero l'anno precedente. Frequentò lo Staatsgymnasium goriziano e dopo la conclusione degli studi si dedicò all'insegnamento. Fu professore di italiano, latino e greco prima nel ginnasio di Capodistria e poi, dal 1877, in quello di Gorizia, dove fu direttore - primo ed unico goriziano a ricoprire quella carica - dal 1903 al 1910. Accanto all'attività scolastica, trovò il tempo per comporre versi d'occasione (alcuni dei quali apparvero su "Forum Iulii" e sull' "Almanacco del popolo") e per svolgere e pubblicare ricerche di carattere linguistico, rivolte particolarmente verso la lingua d'origine sua e della sua città, il friulano nella variante goriziana. Notizie varie intorno al dialetto friulano con appunti critici e saggi etimologici e Solecismi nella parlata goriziana sono i titoli dei suoi lavori, cui Simsig affiancò una traduzione in friulano da Catullo, Lis gnozzis di Teti e di Peleu, ed altri scritti, tra cui va ricordato almeno il "discorso umoristico" tenuto al Teatro Sociale a ricordo di Pietro Zorutti nel 1892, in occasione del centenario della nascita del poeta friulano. In alcune occasioni utilizzò come pseudonimo una "traduzione" italiana del suo nome: Pacifico Simonelli.Al momento del pensionamento, non riuscì ad accettare l'idea di allontanarsi dal mondo della scuola che era stato la sua vita e che continuava ad amare, e proseguì l'insegnamento. Alla sua morte, avvenuta all'età di settantaquattro anni il 12 settembre 1922, tutte le principali autorità cittadine parteciparono al funerale: il sindaco Antonio Bonne, componenti della giunta municipale e della giunta provinciale, molti consiglieri comunali, docenti degli istituti scolastici goriziani; ma soprattutto, come sottolinearono i familiari nel pubblico ringraziamento ai tanti che avevano voluto onorare la memoria del professor Federico Simsig, uno "stuolo di studenti ed allievi" che avevano avuto modo di apprezzare le sue doti di educatore della gioventù goriziana.