STORIA DI GORIZIA, ALTRE NARRAZIONI: 1) LE ORIGINI DI UN CAPOLUOGO

06.12.2020

Gorizia3.0 è un progetto mediatico che non si esaurisce in questa pagina FB ma si avvale anche di questo sito che, per una certa ricchezza di informazioni su Gorizia e il FVG, vi consigliamo di andare a visitare. I contenuti culturali e storici sono stati curati dal giornalista goriziano Antonio Devetag; la veste grafica da Luca Michelutti, in collaborazione con Martin Novak. 

Dentro troverete gli articoli di questa pagina ma anche delle chicche come l'interessantissima parte dedicata alla musica goriziana, cona la sua vocazione jazzistica così importante e oggi poco valorizzata. Avvincente la parte dedicata alla storia di Gorizia di cui riportiamo oggi la parte dedicata alla sua "nascita" del 1001, oggi abbondantemente retrodatata dopo i ritrovamenti di piazza Sant'Ilario, di cui piangiamo ancora l'assurda copertura di quell'ottagono le cui origini e la cui storia rimane comunque un mistero. 

La pubblicheremo ogni domenica anche per ovviare a quella narrazione parziale della storia della nostra affascinante città, che la vorrebbe incentrata soltanto alla tragedie e ai disastri del Novecento.Un elemento di riflessione insomma, che speriamo serva a far capire la genesi di Gorizia, la sua importanza, soprattutto le ragioni, molto concrete, per le quali fu capoluogo per un millennio di un territorio talvolta vastissimo, talvolta minuscolo. Noi speriamo che ritorni ad esserlo, con la ricostituzione della Provincia di Gorizia.


GORIZIA - LE ORIGINI

Gorizia viene citata ufficialmente per la prima volta il 28 aprile del 1001; in un documento in cui l'imperatore Ottone III dona il castello di Salcano (Sylicanum, in latino) e la "villa", chiamata "Gorica", (In slavo "montagnola") per metà al Patriarca di Aquileia, e per l'altra metà al conte del Friuli Guariento della casata degli Eppenstein. Il territorio dei Conti di Gorizia alla prima donazione era all'incirca, secondo lo storico friulano Mor quello indicato nella cartina qui sotto. 

Una doppia attribuzione, questa, che fu sempre causa di attrito tra Gorizia e Aquileia. Il termine "villa" fa dedurre che all'epoca sul colle non sorgesse ancora un castello. Anche se per molti storici è molto probabile che sul colle, già in epoca longobarda, ci fossero fortificazioni (forse una torre di avvistamento), è opinione diffusa che un maniero vero e proprio fu edificato a partire dal XII secolo. Gorizia si affaccia alla storia "ufficiale" e documentata dopo un secolo tragico, caratterizzato dalle crudeli invasioni degli Ungari che oltre a depredare il Friuli, lo impoverirono a tal punto da scardinare qualsiasi traccia di ordine costituito. A ciò si aggiungevano le inquietudini spirituali di un millennio che stava per finire sotto i più sinistri auspici sintetizzati dalla paura della fine del mondo: "Mille e non più mille". "Dopo cinque decenni di devastazioni - narra lo storico friulano Mor - la Marca (friulana) si presentava come un ammasso di rovine, in una landa desolata e spopolata". 

La storia della Contea di Gorizia è quindi indissolubilmente legata alla contrapposizione con il Patriarcato di Aquileia, del quale i Conti erano gli avvocati. I Patriarchi, dominando il Friuli, rappresentavano un ostacolo alle mire espansionistiche dei Conti verso la pianura padana. Guerre, battaglie, assalti, congiure costellarono, spesso cruentemente, la storia del Medioevo friulano. E' un fatto incontestabile che i Conti goriziani mostrarono spesso un comportamento spregiudicato, dettato a volte dalle difficoltà di trovare spazio vitale tra entità amministrative più omogenee e anche da una oggettiva difficoltà di ricomporre unitariamente un territorio molto esteso, come si può rilevare da tutte le carte geopolitiche ricostruite dagli storici. 

Unificare e collegare vastissimi territori entro confini definiti fu la costante, con alterne fortune, della politica dei Conti di Gorizia. Uno dei momenti più drammatici della contesa tra Conti e Patriarchi si era registrato nel 1150, quando il conte Enghelberto II, accusato dal patriarca Pellegrino di ruberie, fece prigioniero il principe della Chiesa: all'epoca il fatto destò immenso scandalo e scalpore. Intervennero i signori della Stiria e del Tirolo, che liberarono il Patriarca e imposero al goriziano un duro compromesso, senza però riuscire a privarlo interamente della avvocazia su Aquileia. (Continua giovedì 10: Conti di Gorizia e Patriarchi di Aquileia - Nemici per la pelle).


Antonio Devetag - Gorizia3.0

Nella grafica: il territorio originale della Contea di Gorizia secondo lo storico Mor


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