SUMMIT EUROPEO IN SLOVENIA E INCONTRI DRAGHI - JANŠA

06.10.2021

Lubiana 6/7-10-21 - Chissà se tra un caffè e un altro Draghi e Jansa troveranno anche il tempo di parlare di Gorizia-Nova Gorica Capotale Europea della Cultura. Noi ci speriamo anche se le problematiche sul tavolo europeo allestito a Brdo pri Kranju, in Slovenia tra tutti i principali leader europei e le delegazioni di sei stati balcanici, sono veramente tanti. Tra questi la Cancelliera Merkel, il Presidente Macron, il »nostro« Draghi ed altri leader, e tutte le principali cariche europee.

Il tutto si sta svolgendo sotto strette misure di sicurezza messe in atto dalla polizia slovena, anche a causa delle continue proteste anti-vax in corso ormai da settimane. Il centro della capitale slovena, dove una parte dei delegati si fermerà, infatti, è stato preso di mira dai manifestanti, al punto da portare all'uso di gas lacrimogeni e cannoni ad acqua da parte della polizia.

La due giorni è divisa in due parti, con la prima (ieri) più incentrata su accordi di carattere politico ed economico tra i 27 stati dell'UE. Verrà infatti illustrata una nuova strategia europea per la regione dell'Indo-Pacifico, dopo la notizia del mese scorso dello sgarbo degli Stati Uniti alla Francia sulla questione dei sottomarini nucleari, un affare da oltre 50 miliardi di dollari che all'ultimo momento non è andato in porto.

A nostro parere, pare che la beffa dei sottomarini favorirà l'effettiva creazione di un sistema di difesa comune europeo, parallelo, ma complementare alla NATO. Infatti, leggendo le notizie in materia militare, sembra che Biden abbia informalmente acconsentito all'idea in una telefonata informale tra lui e il presidente francese Macron. Con la nuova strategia di difesa europea, dove la rivalità geopolitica USA-Cina si sta intensificando, si vuole rafforzare la posizione dell'Unione nei confronti della Cina comunista e definire il ruolo dell'Europa negli spostamenti geopolitici dopo il ritiro delle forze occidentali dall'Afghanistan e la conseguente (ri)presa del potere da parte dei talebani.

Nel corso dell'incontro di ieri, inoltre, si è parlato anche della presentazione di una proposta su una piattaforma unica UE per i contratti di gas naturale, delle vendite straordinarie di quote di emissioni e della creazione di un fondo di copertura europeo contro il caro bollette, il tutto naturalmente nel rispetto delle norme UE sul mercato interno e sugli aiuti di stato. Tra le ipotesi più gettonate c'è quella che prevede lo sfruttamento del peso negoziale dell'UE (sull'esempio di quanto accaduto per l'acquisto dei vaccini) e di far fronte a questi shock attraverso l'accumulo di scorte comuni o acquisti concordati; sebbene le parti coinvolte siano ancora piuttosto distanti. Per farla breve, si va verso un'integrazione ancora maggiore, con una maggiore enfasi sull'energia e la difesa, due elementi chiave per la sopravvivenza di qualsiasi blocco economico-politico.

Il vertice culminerà nella giornata di oggi (mercoledì), quando i leader si esprimeranno anche sul processo di avvicinamento dei sei paesi dei Balcani occidentali all'UE, dopo l'avallo ufficioso della Merkel, in visita nei Balcani nelle ultime due settimane. La posizione del primo ministro sloveno è infatti molto chiara, il quale vorrebbe assistere al completamento dell'allargamento a sud entro il 2030, diventando così magari il paese leader del blocco "meridionale". Il tutto però con l'ambizione molto più grande di fungere da paese cuscinetto tra i popoli Slavi del sud (Balcani) e del nord (Slovacchia - Repubblica Ceca e Polonia), oltre che con l'intenzione di arginare il flusso di migranti provenienti dai Balcani, un aspetto questo fondamentale anche per noi in FVG. Di sicuro un'ambizione molto significativa, ma certamente non irrealizzabile.

Come detto, la Slovenia, col suo Premier in primis, vuole portare i Balcani occidentali il più vicino possibile all'UE, senza però riuscire a trovare l'unanimità interna agli stati membri, considerando che la Merkel è a favore da un lato e Macron è contrario dall'altro. Il tutto nonostante i timori che il vuoto nella regione balcanica venga riempito politicamente ed economicamente da Russia, Cina, Turchia e altre potenze, cosa in realtà già in atto, soprattutto a Belgrado. Chissà, forse il nostro Draghi, anche lui presente al summit, potrebbe rappresentare il vero ago della bilancia negli equilibri geopolitici europei?

Il tutto, come detto, condito da forti proteste anti-vax e anti-governative, a cui ho avuto modo di assistere nelle ultime settimane, al grido di "lopovi" (ladri/canaglie), cercando di sovvertire le misure del governo per combattere la pandemia, che ricordiamolo, in Slovenia, a causa del basso tasso di vaccinazione, continua a un tasso assai più alto che nel nostro paese.


Martin Novak