TESORO DI AQUILEIA: NOI INSISTIAMO E QUALCOSA SI STA MUOVENDO

28.05.2020

La mostra sul Tesoro di Aquileia si farà, come da noi auspicato mille volte riprendendo i solleciti ormai decennali del sito FB goriziagorizia e ormai sostenuti da molti nostri sacerdoti che non si capacitavano di questa grave omissione della Curia nei confronti della città. La vicenda, da sola, pone interrogativi seri sulle capacità della nostra classe dirigente. Oltre cinque miliardi del Giubileo 2000 (Valenti sindaco) impiegati per restaurare il palazzo seicentesco e ormai cadente di Santa Chiara per ospitare il Tesoro del Duomo (Tesoro di Aquileia e Donazione Teresiana). La Fondazione Carigo mette a bilancio oltre un miliardo di lire per le teche e l'esposizione. Si badi bene che i manufatti di cui stiamo parlando costituiscono un unicum di valore europeo, con il quale si potrebbe rilanciare sul serio il turismo culturale a Gorizia. Tutto si ferma al tempo della giunta Brancati, sopratutto perché, morto l'arcivescovo Bommarco, la Curia non ritiene più opportuno portare avanti il progetto.
In merito Abbiamo sempre messo in primo piano gli stretti rapporti che legano da secoli Gorizia ad Aquileia. Prima la Contea medievale al Patriarcato e poi con una continuità e una contiguità veramente rare per quanto riguarda la nostra regione i due centri fecero parte dell'impero asburgico e della stessa contea principesca di Gorizia e Gradisca, insieme a Cervignano, Aiello, Grado, Cormons. Oggi, ciò che unisce la nostra città mitteleuropea a una metropoli spirituale come Aquileia è la comune appartenenza alla Curia Arcivescovile di Gorizia. Non vogliamo annoiare i lettori, ma tutto si tiene in un contesto storico culturale volto alla valorizzazione del comparto turistico culturale, di cui molti parlano a vanvera, ma che a furia di dai e dai è diventato finalmente un progetto .
Legare Gorizia ad Aquileia significava fare giustizia storica, significava dare a Gorizia una parvenza di protagonismo nell'ambito di una Grande Friuli di cui si parlerà - vedrete - molto presto, quando Trieste avrà finito di ingoiare l'isontino.
Questioni di identità, si può dire: forte l'identità udinese e friulana, forte quella triestina, inesistente quella isontina spaccata storicamente nelle mediocrissime beghe tra Sinistra Monfalconese e Destra Goriziana. Un discorso vano? Affatto, nel momento in cui molte vispeterese si affannano a emettere dalle fauci la magica formula "turismo culturale", che pensano sia un mantra che, chiamato mille volte, diventi reale.
Tutto si tiene invece e una delle maggiori chanches che possiede Gorizia per mettere a fuoco una rete culturale, museale, artistica e storica importante sta proprio in un ricostituito rapporto con la Madre della nostra Regione, Aquileia. Come? L'aveva capito bene Bommarco che aveva pensato al binomio Aquileia/Gorizia come il più importante in chiave regionale e internazionale dal punto di vista storico artistico e aveva individuato, insieme al Comune, nel tesoro di Aquileia e nella ricchissima Donazione Teresiana un tesoro d'arte da poter esporre non solo per la crescita culturale della città e della comunità dei fedeli, ma senz'altro anche come testimonianza plastica dell'indissolubile e millenario rapporto tra le due città e i territori limitrofi. Di un Museo apposito per cui furono stanziati miliardi lire ( il Museo di Santa Chiara) non si parla più per l'incapacità ormai plastica di questa amministrazione.
Si va verso una mostra, che dovrebbe - secondo noi - essere prodromica al grande progetto di un museo diffuso che deve coinvolgere ovviamente anche Aquileia.
GORIZIA3.0