“TINTORETTO E’ IL MIO DIO” DE FINETTI, ARTISTA EUROPEO

18.08.2021

"Tintoretto è il mio dio: raccoglie in sè la potenza del disegno e le più meravigliose qualità pittoriche": così disse Gino de Finetti, pittore gradiscano e goriziano per nascita ed esistenza, cosmopolita per vocazione. Nacque a Pisino (Istria) da famiglia gradiscana il 9 maggio 1877 e morì a Gorizia il 5 agosto 1955.

I suoi, nel 1895 lo mandarono giovanissimo a Monaco di Baviera dove si iscrisse all'Accademia delle Belle Arti di Hans von Zuegel, collaborando alla rivista "Simplicissimus". Fu nel primo Novecento a Parigi dove frequentò una scuola d'arte legata agli impressionisti. Nella capitale francese entrò in contatto con la compagnia dei Ballets Russes di Djaghilev e -riportano alcuni testi- lavorò come costumista per il balletto Petruška su musica di Stravinskij. A Berlino conobbe il pittore Max Liebermann e partecipò alle mostre della Berliner Secession, movimento in bilico tra impressionismo e simbolismo, che annoverò tra i suoi adepti anche Oskar Kokoschka.

Nel 1922 ritorna a Gorizia e stabilisce il suo studio a Corona (comune di Mariano) dove lasciò una preziosa via Crucis. Stringe amicizia con gli artisti goriziani dell'epoca tra cui Spazzapan. La sua opera, anche grafica e pubblicitaria, è personalissima sintesi della lunga educazione artistica, libera da qualsiasi influenza delle correnti dell'epoca, anche se certamente nel dinamismo dei suoi cavalli (uno dei suoi soggetti preferiti) e dei suoi cavalieri si ritrovano forse echi del futurismo, ma debitamente moderati dal suo amore per la forma.

Fu un artista apprezzatissimo ed espose a Roma, Milano, Torino oltre che a Trieste e Gorizia dove partecipò alla prima esposizione goriziana di Belle Arti organizzata da Antonio Morassi. Nella bella frazione di Mariano del Friuli un rinomato ristorante porta il suo nome.


Antonio Devetag