UBI EST JULIA FELIX? I TESORI DELLA NOSTRA PROVINCIA

03.08.2020

Questa volta dal mare di Grado è riemersa un'ancora: il mondo classico spunta come tante altre volte da quello che fu l'anteporto di Aquileia romana, che decenni fa riservò una sorpresa eccezionale, il ritrovamento di quella una nave romana per la quale fu costruito un Museo, un eccezionale tesoro del territorio dell'ex provincia di Gorizia che attende di essere ripristinata per legge regionale.

La Iulia Felix (il cui vero nome è sconosciuto) venne ritrovata più di trent'anni fa presso i fondali di Marano lagunare da un pescatore del luogo; oltre allo scafo, rinvenuto in ottimo condizioni, si riuscì a recuperare pure il suo carico, costituito da circa 600 anfore provenienti da varie regioni del Mediterraneo. Le anfore contenevano sia alimenti quali il garum (tipica salsa romana a base di interiora di pesce e vino) sia cocci di vetro probabilmente destinati al riutilizzo da parte degli artigiani aquileiesi. Nel relitto vennero inoltre rinvenute due teste bronzee (Poseidone e Minerva). Sicuramente stiamo parlando di un tesoro più unico che raro nel panorama dell'archeologia subacquea dell'alto adriatico e che non avrebbe problemi a fungere da attrazione turistica nonché fiore all'occhiello per il patrimonio culturale isontino; purtroppo essa rimane custodita da più di vent'anni nei magazzini del moderno e centralissimo "Museo del mare" di Grado (ex-scuola Scaramuzza) senza la possibilità di essere esposta e di ottenere così l'ammirazione e lo stupore che sicuramente merita.

La faccenda è complessa e in Italia è difficile trovare il bandolo della matassa, districare competenze e burocrazia straripante. Non cerchiamo colpe ma solo il rispristino di un museo di eccezionale importanza che aiuterebbe Grado a protrarre e ottimizzare la sua stagione turistica. Abbiamo notizia che del problema si stanno occupando il consigliere regionale Diego Bernardis e l'onorevole Massimiliano Panizzut.

DAVIDE POLO