“UN' ALLODOLA MI CANTA IN CUORE” LA VITA DEL POETA LORENZONI

29.06.2021

Oggi fanno bella mostra gli agrumi, le verdure e le specialità siciliane del negozio L'Isola dei Sapori accanto a quella che fu la sua casa al civico numero 3 della piazza di Capriva a lui intitolata. Una targa di marmo grigio ci ricorda uno dei grandi della letteratura friulana: Giovanni Lorenzoni, nato a Bruma di Gradisca nel 1884 e morto a Capriva nel 1950.

"Al è il segn dai timps", direbbe Lorenzoni, arricciandosi i baffi. Lui che la marilenghe ce l'aveva nel cuore, tanto da essere stato il primo Presidente della Filologica Friulana - che tenne il Congresso di fondazione a Gorizia - su proposta del glottologo Ugo Pellis che ne era stato suo compagno di classe allo Staatgymnasium assieme ai condiscepoli illustri, gli archeologi Tita Brusin e Onorio Fasiolo e il giurista caprivese Arturo Dosso.

Dopo il Ginnasio interruppe gli studi: i suoi non avrebbero potuto sostenerlo economicamente. Attese sette anni e, vinta una borsa di studio, si iscrisse all'Università di Innsbruck laureandosi in Romanistica. Nel frattempo lavorò al Credito Fondiario di Gorizia e sposò Colomba Piccinini appartenente a una benestante famiglia goriziana. Ebbero due figli. Gli studenti di Romanistica si perfezionavano in una nazione neolatina. Lorenzoni scelse la Francia ma poco dopo scoppiò la guerra e, suddito austriaco, fu internato, rilasciato e assegnato al Governo italiano che lo nominò commissario per l'Amministrazione scolastica delle zone di confine. Rivide la famiglia cinque anni dopo, alla cresima del figlio primogenito.

Ebbe una brillante carriera in campo scolastico e diede vita al periodico "Pagine friulane", compartecipando poi alla nascita, nel 1910, del "Forum Julii": la miglior rivista che Gorizia ebbe in campo scientifico-letterario. Fu poeta di talento, prosatore, glottologo, linguista e filologo. Amò il Friuli goriziano e la lingua friulana che a Gorizia era largamente parlata.

Se passate per Capriva volgete lo sguardo sulla targa della casa che fu del Lorenzoni e pensate alla sua frase che tanto colpi Pasolini: "Vuè mi cjante une odule tal cur" (oggi mi canta un'allodola nel cuore). Vi solleverà lo spirito.


Rossella Dosso