UN ALTRO GORIZIANO A TOKYO 2020

29.08.2021

Ebbene sì, abbiamo un altro goriziano volato a Tokyo per queste Olimpiadi, o meglio, Paralimpiadi. Luka Kovic di Savogna d'Isonzo (frazione di Peci) è l'allenatore ufficiale della nazionale slovena di ciclismo paralimpico e allena (pensate che coincidenza) un altro atleta locale, lo sloveno Anej Doplihar, di Dorimbergo (Dornberk), un paesino in Slovenia a pochi chilometri da Gorizia.

Per Anej si tratterà di confrontarsi con altri campioni del panorama paraciclistico paralimpico (categoria MH3), sul circuito situato nelle vicinanze del monte Sacro Fuji, già teatro dell'arrivo della cronometro e della durissima tappa di oltre 240km, portatrici di due pesantissime medaglie alla vicina Slovenia. Ce ne sarà un'altra? Per essere chiari, l'atleta allenato da Kovic gareggerà in una specialità simile a quella del grande Zanardi (MH5), che sicuramente ci sarebbe stato se non fosse per il terribile incidente di oltre un anno fa.

Il nostro Luka, dal canto suo, è sempre stato un accanito sportivo, praticando diversi tipi di sport fin da giovane, specializzandosi poi nel Triathlon, gareggiando a livello internazionale per l'omonima società goriziana, Gorizia Thriathlon. Luka non si può certo definire una persona senza ambizioni, avendo completato gli studi in Kinesiologia presso l'Università di Lubiana, lavorando allo stesso tempo come assistente nella sua stessa specialità, il Thriathlon e come allenatore nel ciclismo di montagna. Un curriculum di tutto rispetto gli è valso la nomina ad allenatore ufficiale della squadra nazionale di ciclismo paralimpico, un risultato ancora più straordinario considerando la sua giovane età.

Dunque, con le Paralimpiadi iniziate da pochi giorni, l'obiettivo del coach goriziano è quello di vedere il suo atleta migliorarsi e perché no, magari puntare ad andare a medaglie. Qualora dovesse arrivarne una, sarebbe un traguardo davvero significativo, che porterebbe il Goriziano ai vertici del mondo sportivo, considerando anche le due medaglie d'oro vinte dall'azzurro Jacobs, allenato proprio dal nostro Camossi. Quale migliore biglietto da visita per la Città della Cultura 2025 se non il vanto di avere campioni (para)olimpici forgiati dal sudore speso sia sul Fabretto (Jacobs) che sulle strade e piste ciclabili di Gorizia e dintorni (Anej). Lo sport in generale, dove (parlando per esperienza personale) la Slovenia è molto più avanti rispetto alla nostra regione, oltre ad essere un pilastro in termini di integrazione sociale, può certamente essere anche veicolo di sviluppo economico. In questo contesto non va dimenticato il proposito di realizzazione della Ciclovia dell'Isonzo, con l'idea di base di unire la sorgente e la foce dello storico fiume. L'idea di base di quest'opera sarebbe quella di sfruttare il volano del turismo legato allo sport (e al verde), molto in voga nei paesi mitteleuropei, e cogliere una fetta di questi turisti presenti in maniera massiccia sia a Grado che nei pressi dell'Alto Isonzo (in Slovenia). Senza dubbio, questo progetto porterebbe, in maniera costante, traffici turistici a Gorizia, con innumerevoli benefici in termini di immagine a livello internazionale conditi da importanti ritorni economici.

Per il resto, senza soffermarci troppo sulla materia economica legata allo sport, che affronteremo a breve in maniera esaustiva, auguriamo ai nostri Luka e Anej di portare a casa una medaglia che avrebbe ancora più valore, considerando tutte le difficoltà che una persona diversamente abile può avere. Onestamente, gli atleti diversamente abili dovrebbero essere d'esempio per tutti noi, i quali, nonostante tutte le avversità che la vita gli ha riservato, non si sono mai arresi ed hanno trovato la felicità nell'infelicità, affrontando la vita sempre a testa alta. Buona fortuna, siamo con voi!


Martin Novak - Gorizia3.0

Nella foto, presa dal quotidiano Primorski: Luka Kovic e Anej Doplihar