UN LIBRO PREZIOSO E IL TESORO DEL DUOMO

16.02.2020


Un libro che non dovrebbe mancare nella biblioteca di ogni goriziano, per la dovizia di notizie e di aneddoti che riporta, sempre documentati con precisione. Gorizia e i Calligari, scritto magistralmente dall'88enne Attilia Colombo, è una miniera per chi ama la storia: ripercorre le vicende goriziane dalle origini i tempi nostri, centrando il racconto attorno al Duomo e dedicando attento interesse al mondo religioso e a tutto ciò che vi ruota intorno, ovvero quasi tutto almeno fino al'700.
Fede e potere, cattolicesimo e laicismo, clero e nobiltà, miseria e nobiltà si fondono in un intrico indissolubile anche dal punto di vista finanziario, ove sono anche - e non solo - i più miseri abitanti del contado a pagare l'erezione di chiese e gli orpelli per le funzioni e il decoro di templi e cappelle. Il libro che ci riserviamo di recensire per capitoli, si conclude con un elenco dettagliato del Tesoro del Duomo in cui più di otto pagine sono dedicate ai preziosi provenienti da Aquileia (il Tesoro omonimo) e dalla Donazione e di Maria Teresa.
Questo legame dovrebbe far ricordare al nostro arcivescovo e ai settori culturalmente più sensibili come Don Alessio Stasi, ma anche Marco Plesnicar, che alle scoperte di Corte Sant'Ilario hanno dedicato un incontro che si terrà mercoledì a Villa Coronini:
1) Di creare, come era nelle intenzioni dell'arcivescovo Bommarco il Museo del tesoro del Duomo in quell'edificio (Museo di Santa Chiara) in cui per questo progetto furono investiti 5 miliardi di lire e sul quale, per arredi e teche, la Fondazione Carigo aveva impegnato 1miliardo e 200 milioni.
2) Poiché sappiamo che un simile progetto, che creerebbe in centro a Gorizia un punto di attrattiva turistico-culturale europea, avrebbe dei costi per l'apertura chiediamo perché, nel momento in cui si stanno per ricostituire le province - tra le quali guarda caso anche quella di Gorizia - non si possa trasferire personale a questo Museo, la cui custodia e gestione potrebbe ovviamente passare sotto i nuovi Musei provinciali.
3) Il progetto avendo un respiro europeo dovrebbe coinvolgere Comune, prossimo ente provinciale, Cciaa fu Goriziana, Fondazione Carigo e particolarmente la Regione FVG con un apposito e straordinario finanziamento che potrebbe così arricchire l'offerta turistica complessiva e riparare allo sfregio inferto a Gorizia quando le furono sottratti i Musei provinciali. E non si dica che non si può fare quando a Grado il Tesoro della Basilica di Sant'Eufemia sarà ospitato in un Museo.
4) Poiché abbiamo antenne sensibili e, pur giovani senza grandi illusioni, sappiamo che il Museo, finchè Gorizia sarà votata al declino, non si farà, chiediamo alla Curia perché non si attivi almeno a realizzare una mostra insieme agli enti e istituzioni già citate portando alla visione dei poveri cittadini goriziani e dei possibili e tanti turisti una mostra temporanea del Tesoro di Aquileia in Santa Chiara. Approfittando anche del fatto che il 2020 è stato dichiarato dalla regione FVG l'anno del Patriarcato.

Sarebbe un modo per celebrare degnamente lo stretto e indissolubile rapporto tra la comunità goriziana e la Curia Arcivescovile, erede- lo ricordiamo - del Patriarcato di Aquileia.

GORIZIA3.0