UN LUOGO DELL’ANIMA

Ci sono luoghi dell'anima e luoghi che hanno un'anima. Via Rastello è entrambe le cose. Perché se il primo è quello che ti richiama nostalgicamente al tempo andato: nel percorrerla si ha la percezione di quanto vissuta - e amata - debba essere stata questa pittoresca strada dei commerci, che - e siamo all'altra declinazione - ha soprattutto un'anima. Invero prorompente. Ed è quella raccontata nella sua traboccante intensità emotiva dai suoi edifici: affiancati senza soluzione di continuità come nelle più affascinanti rues parigine, dalle sue belle vetrine, molte delle quali spente solo per mancanza d'elettricità, ma vive ed ammalianti per il bagliore fascinoso trasmesso dalle insegne antiche dei negozi e dagli arredi: in alcune circostanze, ancora originali. E anche per la sensazione di trovarti in un luogo che, con le tante serrande chiuse, ha perduto parte delle sue prerogative, conservan-do però l'appeal riverberato dalla sua storia, dalla sua natura e da un'architettura evergreen. Ospitando i negozianti del mercato coperto - che dovranno rientrarvi prima possibile, perché "casa" loro - per il solo tempo necessario ai lavori di riqualificazione ancora avvolti nel mistero più glorioso, via Rastello si riapproprierebbe del ruolo che le compete: la più importante strada del commercio goriziano. Sarebbe peraltro una soluzione funzionale a rivitalizzare non soltanto la via stessa che, ripopolandosi indurrebbe verosimilmente a nuove aperture commerciali , ma gioverebbe anche alle contigue piazze Vittoria e Cavour e più in generale all'offerta turistica goriziana. Riportare a nuova vita via Rastello, oltre che il tributo ad un passato fiorente, rappresenterebbe la sfida vinta contro un nemico che troppe volte ha tarpato le ali alle speranze e ai progetti di crescita di questa splendida città. Ci riferiamo - scontato dirlo - all'indolente no se pol.

ERMES DOSSO