UN PROGETTO PER IL CASTELLO IN ATTESA DELLA CABINOVIA

19.08.2021

Una nuova associazione, che pensa al Castello di Gorizia e ne fa la ragione stessa della sua esistenza: ed esprime un progetto di valorizzazione interessante per molti versi e soprattutto perché - come l'attività di via Rastello guidata da Chiara Canzoneri - riesce a inserirlo in un ambito più vasto e ambizioso, soprattutto in vista della necessaria revisione - auspicata più volte da gorizia3.0 - del Bidbook2025. Il progetto, che raccoglie anche molte delle nostre proposte degli ultimi anni e che abbiamo inserito integrale nel nostro sito web è firmato da Paolo Gruden, Luca Babbucci, Gianluca Devetag, Lucio Provvidenti, Veronica Riavis, Kerstin Troha, Simone Zanin, uniti sotto la sigla Multithema International.

"Il piano si fonda su investimenti e interventi capaci di migliorare gli spazi esistenti, coniugando le attuali tendenze a esperienze turistiche di nicchia, con il rilancio di una fruizione cittadina, oggi dimenticata, di quegli spazi che dovrebbero costituire il simbolo stesso della gorizianità. L'idea alla base di ogni possibile progetto da sviluppare sarebbe molto semplice, se solo si riuscisse a condividere la considerazione di quanto sia urgente e socialmente necessario riparare e rifondare quel patrimonio che il Castello rappresenta, per cercare di restituire nuova vita alla città: non solo punto di interesse storico e culturale, locale e internazionale in quanto simbolo della città, ma esclusivo e originale luogo di aggregazione, capace di offrire proposte innovative e coinvolgenti.

Non essendo molte le città che in Europa hanno nel loro centro storico un colle magnifico, raggiungibile in pochi minuti, dal quale lo sguardo possa spaziare a racchiudere così tante testimonianze di storia europea antica e recente, il senso di una riqualificazione non può essere solo quello di pensare semplicemente, per esempio, a un ulteriore museo, seppure questo debba restare un ambito immancabile: il Castello di Gorizia deve diventare contenitore prestigioso e vetrina coinvolgente per le eccellenze di tutto il territorio, con proposte rivolte al futuro turismo di qualità, chiedendo ad ogni artista locale di donare un suo pensiero e, di converso, a ogni azienda rappresentativa del territorio una sua presenza, un prodotto, una bottiglia, l'impegno di un biglietto da visita dei pregi e dei talenti autoctoni, che da queste parti sono da sempre anche internazionali.

Le linee guida e le direttive di fondo per un gruppo di lavoro appaiono subito molto chiare:

Conservare la caratteristica di simbolo della città, che deve diventare più bello, più curato, più "esplorabile", anche con sentieri didattici e botanici per esempio con essenze e tipi di terreno diversi, che testimonino la ricchezza floro-vivaistica di questi territori e della regione.

  • Trasformare il Castello in un luogo vivo, animato, interessante e sicuro, con una coordinata successione di eventi e di attività e manifestazioni sia popolari sia di elevata qualità culturale.
  • Mantenere una ferma consapevolezza storica: questi luoghi sono nati in un passato vivo e produttivo e hanno sempre visto la vita pulsare al loro interno. Sono stati conservati, ed è giusto continuare a farlo, proprio per questo. Risulta oggi assolutamente necessario quindi riformulare il loro ruolo, per mantenere intatto il loro inestimabile valore.
  • Con un occhio di riguardo ai bambini e alle famiglie, un parco giochi incentiverebbe la scoperta del colle attraverso percorsi e spazi ludici di nuova concezione, progettati da designer nazionali e internazionali.
  • Le sale interne dovranno essere rese polifunzionali e flessibili, pensate sia per attività culturali ed educative diurne, sia per speciali eventi culturali - anche serali - all'interno del Castello. Alcune attività progettuali potrebbero essere realizzate in collaborazione con quelle realtà che accetteranno di condividere percorsi di crowdfunding.
  • Per gli spazi museali, ci sono diverse proposte e iniziative dedicate, oltre a esposizioni e installazioni di arte anche contemporanea, promuovendo gli artisti locali, ma anche ospitando grandi mostre internazionali, come già avveniva in passato. Va qui ricordata l'esistenza di un progetto di copertura del Bastione del Re * - risalente agli anni Novanta e mai realizzato - con lo scopo di farne uno spazio dedicato alle prestigiose realtà vitivinicole del Collio, che troverebbero così una location preziosa per il turismo enogastronomico.
  • In collaborazione con le eccellenze goriziane del settore, che ci sono e si muovono a livello nazionale, si deve pensare alla migliore introduzione, attenta e discreta, dei più moderni supporti multimediali per rinnovare i percorsi espositivi e per organizzare servizi ed eventi d'avanguardia, contribuendo così a ricostruire le basi di una possibile ritrovata leadership artistico culturale nell'era della digitalizzazione. 
  • Per gli amanti delle proiezioni cinematografiche estive all'aperto, potranno tornare le proiezioni d'essai, magari rinnovate nell'organizzazione e nella gestione, mutuando anche semplici idee socializzanti altrove già sperimentate con successo.
  • Per riscoprire la gorizianità in quanto testimonianza culturale cittadina, il Castello dovrà tornare a essere il luogo dell'identità locale e oggi più che mai internazionale, simbolo della sua storia e luogo di riflessione sulla stessa. Un moderno percorso informativo dovrà in futuro poter rappresentare il coinvolgente trait d'union con il resto del sistema museale e culturale cittadino, regionale, nazionale e internazionale.
  • Oggi il Simbolo della Gorizianità e della sua storia ha estremo bisogno di essere curato, riparato, adeguato, tutelato. In una parola: amato, scommettendo sulla riscoperta della sua antica funzionalità per rinnovarla, proiettandola nel futuro della nostra città. Per farla ripartire, ci sono tantissime cose interessanti da fare e da inventare."

Gorizia3.0