UNA FONDAZIONE DA 87 MILIONI CORONINI, SECONDA PARTE

07.10.2019

Abbiamo descritto la Fondazione Coronini e le sue attività: un grande, immenso patrimonio goriziano. Poiché pensiamo che essa appartenga in primo luogo ai cittadini bussiamo rispettosamente alla porta di quella che fu la dimora del Conte Guglielmo, chiedendo da qual evento eccezionale derivi l'aumento del Patrimonio netto di ben 72,8 milioni di euro in un anno, dal 2017 al 2018 (!). E' una magnifica notizia, almeno per noi: ci sentiamo più ricchi. Si tratta di una donazione, un'eredità, di una posta che prima non era stata messa a bilancio per motivi burocratici, legali o cose del genere? E' una cifra importante e crediamo sia giusto che Gorizia venga a conoscenza di variazioni di bilancio di un' istituzione culturale e patrimoniale così rilevante.Leggendo il bilancio della Fondazione Coronini, si intravede che il patrimonio netto detenuto dalla Fondazione, ammonta a ben 78,6 milioni di euro, del quale capitale netto registra la quasi totalità del patrimonio. Comunque, la situazione patrimoniale registra un enorme punto interrogativo. Tra l'esercizio 2017 e quello dello scorso anno (2018), le attività (cioè quello che è a disposizione della Fondazione) sono passate da 14,1 milioni fino agli 86,9 milioni dell'ultimo esercizio, una variazione enorme pensando che negli esercizi precedenti la variazione delle attività è stata minima. Questa importantissima variazione è stata catalogata sotto la voce "immobilizzazioni materiali indisponibili", ovvero, secondo il Diritto Civile Italiano, quei "beni pubblici patrimoniali che sono destinati ad un pubblico servizio e al conseguimento di fini pubblici. I beni patrimoniali indisponibili non sono beni pubblici ma di proprietà di enti pubblici". In pratica, sono dei beni che la Fondazione deve trattare come se non fossero suoi, gestendoli nella maniera migliore, in un'ottica di pubblica utilità. Cosa sarà mai questa importantissima dote, che la Fondazione (o meglio Gorizia e i suoi residenti) ha ottenuto, purtroppo non ci è dato a sapere. Tuttavia, un'ipotesi ce la siamo fatta, visto che proprio nel 2017, è stato data l'approvazione per il restauro (non senza polemiche - vista l'assegnazione dei lavori progettuali all'ATER di Udine e non di Gorizia) della bellissima Villa Louise", i cui finanziamenti Regionali ammontano a 5 milioni di euro.. In più, tra il 2017 ed il 2018 i crediti vari sono aumentati da quasi zero ad oltre 4 milioni di euro, mentre le disponibilità liquide rimangono sempre attorno ai 3 milioni di euro (quindi ci sono sempre tanti soldi in banca e/o posta - non certo il modo migliore d'investire i soldi, visti i tassi d'interesse praticamente nulli). Ci auspichiamo che in futuro, queste informazioni diventino ancora più accessibili alla collettività, visto che si tratta di un qualcosa di pubblico per espressa volontà del Conte Coronini-Cronberg. Continuiamo: questa onlus, secondo il bilancio consuntivo 2018, ha registrato introiti nell'ammontare di 537 mila euro. Tra essi, la parte commerciale - ovvero gli introiti provenienti dalla vendita dei biglietti, messa in affitto dei locali, ecc., ecc., segna appena 60 mila euro, ovvero un quinto del totale. Tuttavia è un dato in aumento negli anni, per quanto minimo. Tutto il resto viene garantito in altro modo ed iscritto come "ricavi e proventi onlus" e "proventi straordinari, sicuramente pubblici. Inoltre, lo stesso anno, si registrano anche 536 mila euro di costi di gestione, lasciando alla Fondazione, e conseguentemente alla collettività, un qualcosa come 1.419€ di utile. Bisogna dire, facendo delle analisi temporali più approfondite, che gli utili variano sostanzialmente di anno in anno. Praticamente, l'avanzo d'esercizio era di oltre 6 mila euro nel 2017, attestandosi ai "soli" 1.400€ dello scorso anno. Questo fenomeno è sostanzialmente dovuto alla rilevante variazione dei ricavi e dei costi economici che questa onlus registra ogni anno. Praticamente, si passa (dati in migliaia di euro), dai 454 (del 2013) ai 410 (del 2014), salendo fino a raggiungere i 549 (2015), per poi ritornare sui 390 (2016), risalendo prepotentemente fino a 706 (2017) per poi attestarsi sui 537 mila euro dell'ultimo esercizio disponibile (2018). Naturalmente, la voce ricavi veniva sostanzialmente "seguita" dai costi d'esercizio. La natura variabile dei ricavi della Fondazione è motivata dalla variazione dei finanziamenti pubblici (comunali, regionali e ministeriali), che di anno in anno garantisce una somma di denaro totalmente differente. A nostro avviso, tutto ciò non può che rendere la gestione più gravosa, essendo la continuità e prevedibilità dei propri introiti, uno dei principi cardine della buona gestione amministrativa. Ma questa è un'altra storia, che affronteremo anche passando ai raggi x le altre istituzioni goriziane.Secondo i rapporti di bilancio degli ultimi esercizi, in effetti, i costi che hanno registrato una maggior variazione nel corso degli anni sono i costi relativi alla "manutenzione", del "lavoro non-dipendente" e i "costi per attività culturali diverse". Le restanti voci, invece, non hanno registrato una grossa fluttuazione nel corso degli esercizi. Puntualizziamo, mentre i costi per la manutenzione sono dei costi ben comprensibili, data la vastità del patrimonio, i restanti due, ovvero: le "spese per le prestazioni del personale non-dipendente" e le "attività culturali diverse.

Martin Novak