UNA MONTAGNA DI RIFIUTI A POCHI METRI DAL FIUME VIPAVA: NECESSARI 4 MILIONI DI EURO

18.11.2021

L'incendio scoppiato nella zona industriale di Mossa ha lanciato un segnale d'allarme sul tema dei rifiuti. Come già segnalato da un nostro lettore (che ringraziamo), eccone "spuntare" un altro a Malnišče, nel comune di Savogna (n.b. Savogna d'Isonzo), dove da 25 anni giace una montagna di rifiuti, soprattutto materiale plastico, protetta esclusivamente da un telone. Non si tratta di rifiuti tossici, ma di scarti comunque potenzialmente inquinanti. Ancora più drammatico è il fatto che questo enorme cumulo di rifiuti di origine industriale giace molto vicino al fiume Vipava, al massimo a poco più di 5 metri dal fiume. Situazione terribile, ma di cui la Regione è già a conoscenza, dal momento della visita del presidente Fedriga a Savogna d'Isonzo nel 2019, in occasione delle elezioni comunali.Il sindaco di Savogna, Luca Pisk, fa uscire sul Primorski Dnevnik di oggi un breve comunicato che fa un quadro generale della situazione e delle prospettive di questo deposito. Sebbene la discarica esista dagli anni Novanta, il processo di smaltimento risulta praticamente impossibile da realizzare interamente per un comune piccolo come questo, visto che si parla di un costo stimato vicino ai 4 milioni di euro. Non è una questione di mancanza di competenze da parte del piccolo comune, bensì delle disponibilità finanziarie veramente troppo alte per qualsiasi comune, figurarsi per Savogna. Ad aggravarne ulteriormente la situazione è tuttavia l'iter burocratico stesso, dato che la ditta Campana, che ha portato questo mucchio di scarti a Savogna e in altri siti in giro per l'Italia, è fallita. Quindi, per legge, il processo di smaltimento può passare solo attraverso una procedura fallimentare, il che allunga ancora di più le cose. Inoltre, tutto il processo si svolge presso il tribunale di Napoli, e quindi si può facilmente capire che le cose siano più complesse del previsto. Lo stesso sindaco ha anche affermato di voler informare ancora una volta la regione sulla gravità della situazione e di aver già fissato un incontro con il prefetto di Gorizia, Ricciardi, al fine di raggiungere un'intesa a livello generale.A sua volta, l'opposizione in aula Savogna, già attiva nel segnalare al consiglio comunale la deplorevole situazione della discarica, per quanto consapevole della gravità, difficoltà e costi dell'operazione, sollecita nuovamente il sindaco a fare di più, soprattutto a livello regionale, affinché tragedie ambientali come quella di Mossa, seppur in altra maniera, non si ripetano.Tuttavia, è interessante notare che questa discarica si trova a pochissimi metri dal fiume, il che rappresenta una gravissima spada di Damocle nei confronti della popolazione di Savogna e di tutti coloro che vivono lungo il fiume stesso. Infatti il riversamento di questo cumulo di rifiuti causerebbe un enorme disastro ambientale, minando le acque del Vipava e dell'Isonzo*, pensate dove siamo arrivati... Ricordo ancora, da bambino, il passaggio di camion e camion che depositavano continuamente questo ammasso di rifiuti a Malnišče, una cosa veramente tremenda dal punto di vista ambientale, eppure continuava imperterrita. Quindi la vera domanda è un'altra. Come e perché questi rifiuti sono finiti a Savogna, e perché dalla Campania?

Martin Novak - Gorizia3.0

*L'Isonzo è anch'esso in pericolo visto che la confluenza dei due fiumi avviene proprio a Savogna, da lì il nome Sovodnje, che in sloveno vuole dire proprio uniome tra due acque (fiumi).