UNIVERSITÀ': RISPOSTE SERIE NON SELFIE ACCHIAPPAGONZI

15.10.2021

Abbiamo posto all'amministrazione comunale e alle istituzioni goriziane alcuni interrogativi sulla permanenza dei corsi universitari goriziani degli atenei di Udine e Trieste, basandoci non su "voci" ma su preoccupazioni che venivano dallo stesso corpo docente.

Abbiamo aggiunto le nostre riflessioni su un Consorzio Universitario goriziano che ha fallito storicamente il compito di favorire una sinergia fattiva tra i due atenei e di favorire concretamente quel milieu cittadino che renda appetibile e gradevole per uno studente risiedere a Gorizia. Quello stesso Consorzio cui oggi si aggrappa ciò che resta di questa giunta. La stessa giunta che pochi mesi fa voleva chiudere il Consorzio per sostituirlo con il solito "tavolo di concertazione", funesto presagio di fallimenti. ž

Abbiamo insistito quindi non solo sul software (corsi di laurea reali non quelli immaginifici) ma anche sull'hardware ricordando il trattamento sontuoso dal punto di vista delle location che è stato riservato - onore sempre al sindaco Scarano - alle università di TS e UD: palazzo Alvarez, ex-Seminario, compendio di Santa Chiara (e non è tutto). 

Dubbi e perplessità che hanno trovato purtroppo conferma nel trasferimento a Udine del primo anno della magistrale del DAMS. Per quanto riguarda il corso di laurea di architettura, abbiamo riferito di un consiglio universitario cui hanno partecipato lo scorso giugno 14 docenti effettivi, 7 docenti a contratto, 3 rappresentanti degli studenti in cui rispondendo a una lettera in cui proprio gli studenti esprimevano il disagio di studiare a Gorizia. Citiamo dal documento, di cui pubblichiamo un sunto qui sotto: "In quella sede il consiglio mette in evidenza le continue difficoltà logistiche amministrative e promesse che negli anni si sono presentate per far fronte a tali problematiche (come la mensa chiusa dal 2017, i trasporti, eccetera)..."

"IL COORDINATORE - si legge - FA INOLTRE NOTARE COME LA RICHIESTA DEGLI STUDENTI DI UN RIENTRO IN SEDE DEL CORSO A TRIESTE SIA UN'OPZIONE DA PRENDERE SERIAMENTE IN CONSIDERAZIONE. "

"Il direttore propone di istruire nel dettaglio l'eventuale trasferimento mettendo chiaramente in evidenza vantaggi e svantaggi da portare in sede del CdS... e successivamente organizzare un incontro con il rettore per discutere in merito alla sede e al futuro corso degli studi di architettura... si approva alla proposta a larga maggioranza. Contrario Patrali e astenuti Vintaloro, Di Dato e Nicoloso".

Ora, noi come tutti i goriziani speriamo che tutto ciò non accada: che la "classe dirigente" goriziana abbandoni per qualche ora la pratica del selfie acchiappagonzi per provvedere a ciò che è stato lasciato andare per quattro anni e solo oggi, dopo i nostri allarmi, è oggetto di attenzioni.

Ci aspettavamo risposte serie, non una serie di contumelie dell'assessora - vedi ultimo consiglio comunale. La Camera di Commercio, nella mancanza di prospettive serie e stabili sulla permanenza di alcuni corsi ha avviato una riflessione sulla costruzione della famosa "mensa" di via Alviano. Mancano certezze, manca una politica seria, mancano prospettive.


Gorizia3.0