MOLIN VECIO,CENTRO DEL GUSTO

20.10.2021

C'è un luogo dove la nostra provincia si ritrova, discute e parla, e senza esagerazioni ritrova se stessa, ritorna alla sua identità e alla sua voglia di vivere: il Molin Vecio di Gradisca, ovvero una sorta di epicentro delle nostre virtù enoiche e gastronomiche che mette a tavola la Bisiacaria e la Destra Isonzo, goriziani e staranzanesi. Tutto sotto un cielo di rami storici, padelle e pentole pendenti, che rammentano l'antica vocazione del locale dove oggi, in virtù di un ottimismo ereditario, Luca e Cesare Spessot offrono agli avventori una grappa antivirus di sessanta gradi. Oltre a pochi, ma gustosissimi piatti caldi, di cui diremo. 

Il locale fu acquistato nel 1929 dal bisnonno degli attuali proprietari, Federico Spessot di Farra d'Isonzo. Federico dopo aver fatto fortuna in Venezuela tornò a Gradisca d'Isonzo e comprò il mulino dove sino agli anni cinquanta si macinavano granaglie. Nel 1964 il Molin divenne un negozio di vini e col tempo si trasformò nell' accogliente locale che sappiamo. Quando si entra si è circondati da un bellissimo bancone di legno, si possono ammirare quadri di pittori locali e foto di una Gradisca d'Isonzo d'altri tempi appesi alle pareti e, sul soffitto, ben cinquecento rami storici riportano alle vecchie cucine friulane. "Il segreto del Vecio Mulin - dice Luca Spessot - è che qui si ritrovano tutte le categorie sociali" e anche tutte le correnti politiche aggiungiamo, che qui discutono, litigano, si accordano davanti a una della mitiche fette di mortadella oppure a un buon bicchiere di vino. 

Per quest'osteria, conosciuta anche da austriaci e sloveni, sono passati personaggi come Pier Paolo Pasolini e il padre friulano del divorzio Loris Fortuna, e veramente tutti gli uomini politici della prima Repubblica che qui si intrattenevano con l'indimenticabile Bruno, un oste eccezionale, un caratteraccio che conquistava con la sua ironia e la sua allegria. Oltre ai due osti Luca e Cesare in cucina c'è la bravissima nipote Diana, che riproduce le ricette storiche friulane di nonna Alba. 

Vengono serviti i piatti tradizionali di stagione: le trippe, gli gnocchi col gulasch, la jota, muset e brovada, i würstel con i crauti, tipico piatto asburgico le cui materie Luca e Cesare fanno arrivare direttamente dall'Austria, mentre il venerdì si serve l'immancabile, succulento baccalà. Tra un sorso di vino e l'altro si possono gustare una fetta di prosciutto crudo San Daniele, stagionato venti mesi e tagliato a mano, il saporitissimo formaggio di Coderno o una fetta di squisito cotto con il cren. Non manca il salame di Romans, accompagnato da pane croccante, ma anche, una superlativa mortadella "che - dice Luca Spessot - non può che venire da Bologna e che serviamo rigorosamente tagliata a cubetti " 

Così si fa. E per i più ghiotti c'è il golosissimo Strudel di mele, amorevolmente preparato sempre da Diana. 

ROSSELLA DOSSO


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