VENEZIA GIULIA 2025 QUALE RUOLO PER GORIZIA?

Ieri mattina si è tenuto un convegno organizzato dalla Camera di Commercio della Venezia Giulia in collaborazione con The European House - Ambrosetti, dal titolo "Venezia Giulia 2025 - Strategie e azioni per la competitività della Venezia Giulia". Questa iniziativa traccia un percorso di prefigurazione dei possibili scenari di sviluppo per il territorio di competenza, anche alla luce degli impatti e delle ricadute della crisi da Covid-19 sul tessuto economico-produttivo e sociale.Al convegno, tenutosi nel bellissimo salone centrale della Camera di Commercio di Trieste (ovviamente), hanno partecipato molte autorità pubbliche, tra cui i sindaci Dipiazza, Cisint e Ziberna, il presidente della Regione Fedriga, assessori, ricercatori e professori universitari, e molti manager pubblici e privati della Venezia Giulia. Un incontro ricco di nomi illustri, quindi molto importante anche dal punto di vista politico per i rapporti di forza tra le varie località della Venezia Giulia.Il tema centrale, come detto, era la transizione energetica verde e la digitalizzazione in senso lato, soprattutto legate all'uscita dalla crisi provocata dalla Pandemia. Durante l'incontro si è vista la volontà concreta di Trieste di imporsi su tutta la Venezia Giulia, anche (soprattutto) grazie alle capacità gestionali del presidente dell'Autorità Portuale, Zeno d'Agostino, coadiuvato dal buon lavoro in ambito politico della Camera di Commercio di Trieste e del Comune di Trieste. Per d'Agostino, il ruolo dell'Autorità Portuale non è solo lo sviluppo del traffico portuale in sé, bensì uno sviluppo che possa portare benefici a tutta l'area di Trieste e di conseguenza della Regione. Siamo molto contenti di vedere che il Porto di Trieste si sviluppi, visto che lo sviluppo dei traffici portuali porta benefici anche a Gorizia con il suo SDAG, che è all'avanguardia nei sistemi di stoccaggio delle merci. Inoltre, il sistema autoportuale sarà dotato anche di una piattaforma ferroviaria che permetterà di abbattere i tempi di attesa, portando un doppio beneficio sia in termini di competitività che di inquinamento.Insomma, la strategia è quella di far sì che lo sviluppo del porto di Trieste (e di tutto il Nord Adriatico) possa portare benefici reali e duraturi a tutta l'industria cittadina e magari (se avanza qualcosa) anche ai territori adiacenti - con o senza la "Belt and Road Initiative" o "Silk Road", termine preferito daL Presidente Zeno d'Agostino... In effetti, in questo convegno, le differenze tra l'operato delle città di mare e la nostra Gorizia - tutte sotto l'egida della Camera di Commercio Venezia-Giulia ricordiamolo - sono venute ancor più a galla. È apparso chiaro che le due città marittime, con le dovute differenze, sanno molto bene come procedere nei prossimi anni/decenni; mentre Gorizia, purtroppo, in tutto questo non ha ancora chiaro su cosa puntare per il futuro. Gorizia non sa se puntare sull'industria, sul turismo, sul commercio o se guardare ed aspettare mancette triestine... Fortunatamente si è presentata dinanzi la Città della Cultura 2025, un'opportunità più unica che rara certamente, ma che di per sé non risolve nulla. Può fare solo da volano per un sistema già esistente, non per qualcosa che si sta appena costruendo (e non sappiamo nemmeno se ci siano progetti reali e concreti o la solita minestra riscaldata che non porta da nessuna parte). In pratica, abbiamo capito come Gorizia sia praticamente assente (o quasi) dagli assetti politici ed economici regionali. Questo è indubbiamente un fatto grave, ma è il risultato di una politica ridotta alle sole apparenze. Noi sosteniamo fortemente lo sviluppo di Trieste e Monfalcone - non siamo disfattisti, ma diremmo che bisognerebbe pensare anche allo sviluppo di Gorizia, che per ragioni geografiche non ha le stesse possibilità di sviluppo delle altre due città - ma che dispone di molte altre ricchezze tutt'ora poco sfruttate. L'idea della "capitale dello shopping" ci sembra buttata là. Perché no allora capitale del divertimento, dei prodotti agricoli o del mondo vegano?Gorizia avrebbe altre cose, tutte da noi meticolosamente elencate; per le quali vi invitiamo a seguire il nostro sito (link nel primo commento). Vedrete che il destino di Gorizia non è così condannato come spesso si crede. Quello che serve, però, è una decisa inversione di tendenza; ci sarà qualcuno pronto a farlo?

Martin Novak