Arte&Musica
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LA SCUOLA GORIZIANA 2

Valorizzazione delle esperienze locali

di Luciano Gironcoli

L'arte va dove la porta l'economia. E basta. L'unico modo per sfuggire, almeno parzialmente, a questa logica perversa è quello dell'autogestione del sistema da parte degli artisti (lo ha chiaramente affermato il prof. Strassoldo nel suo articolo richiamato all'inizio del primo capitolo) che imporrebbe agli artisti stessi di pensare e produrre opere, gestire spazi espositivi e sovrintendere a tutte le eventuali e auspicabili operazioni di mercato collegate alle esposizioni. Dunque, gli artisti che pretendono una qualsivoglia forma di "libertà dell'arte" dovrebbero assumersi direttamente sia la responsabilità della "creazione" che quella della "fornitura" delle opere a un mercato privo di ogni forma di mediazione esterna alla "categoria". Tutto ciò dovrebbe essere realizzato con estremo rigore visto che il sistema dell'arte "al potere", come ho cercato di spiegare, non è solo antidemocratico ma anche decisamente immorale. Inoltre l'autoreferenzialità dell'arte, quella che consente a un pittore fallito, magari laureato in economia e commercio o in relazioni internazionali di diventare curatore di mostre e selezionatore d'artisti a livello internazionale o che stabilisce quando e perché un artista diventa "il migliore", il "più grande" e, soprattutto si può fregiare del titolo di "internazionale", tende ad escludere tutte le voci "fuori dal coro", utilizzando ogni mezzo pur di eliminare i pericolosi avversari. E, guarda caso, i "nemici" del potente sistema possono proprio annidarsi nel ancora troppo sommerso mondo (non uso volutamente il termine sistema) dell' arte locale, quella che si produce a Varese, Como, Avellino, Caltanisetta, Reggio Emilia, Latina e, perché no, a Gorizia, Trieste, Udine come a Cormons, Gradisca d'Isonzo o... a Nova Gorica in Slovenia, quindi in Europa, a poco più di un chilometro dal centro di Gorizia.

Esperienze locali di autogestione del "sistema dell'arte" ci sono state, ci sono e ci saranno ancora. Salto qua e la nella storia dell'arte più recente di Gorizia e del suo immediato circondario ricordando, prima di tutto, l'attività dell'APAI, l'Associazione Pittori e Artisti isontini attiva negli anni 50/60, che organizzò la prima mostra di pittori goriziani in Jugoslavia, a pochi anni dalla fine della guerra, portando a Nova Gorica una selezione di opere degli iscritti. Il Gruppo Internazionale d'Arte "2xGO", originale sodalizio fra artisti sloveni (allora jugoslavi) e italiani operanti nei territori delle "due Gorizie". La sezione isontina del Sindacato artisti FNLAV-CGIL che promosse varie iniziative fra cui la grande mostra nazionale a sostegno delle lotte dei lavoratori dell'Italcantieri di Monfalcone e una mostra di grafica all'Istituto Italiano di Cultura di Vienna. Da non dimenticare l'attività delle Gallerie a gestione privata "Il Torchio" in via Mameli e "La Bottega" in via Nizza. Alla fine degli anni '80 nacque "EXIT", Associazione culturale che gestiva un piccolo spazio espositivo in via Favetti la cui conduzione era direttamente seguita dagli artisti Kusterle, Valvassori, de Gironcoli e dalla critica d'arte Emanuela Uccello. La galleria ospitò varie mostre fra cui un articolato omaggio al maestro triestino/sloveno Avgust Černigoj; la rassegna del gruppo "Cacciavento" costituito da giovani architetti e artisti di Ljubljana; una collettiva di grafica giapponese contemporanea; la mostra dei lavori di "computer art" di Mauro Mauri; una personale del goriziano Mario Tudor dopo quarant'anni dall'ultima mostra allestita al Caffè Teatro... L'attività di "EXIT" si concluse al Cinema Vittoria dove, in una parte dell'atrio del vecchio edificio, fu allestita una vera e propria galleria che ospitò, con grande successo, molte mostre fra cui la prima personale a Gorizia di Nico Di Stasio. E ancora la lungimiranza dell'Amministrazione comunale di Moraro (giunta verde/progressista con a capo il sindaco Renato Fiorelli) che ha sostenuto la realizzazione di una vera e propria ricognizione territoriale attraverso più di dieci mostre, che hanno documentato lo "stato dell'arte" di Capriva, Cormons, Mariano, Corona, Mossa e Moraro dalla fine dell''800 ai nostri giorni.

Da non dimenticare la grande sensibilità, la capacità organizzativa e, soprattutto, il radioso sorriso di Alba Gurtner, cara, carissima Alba, morta di cancro a soli 54 anni, alle 3 del mattino di venerdì 16 marzo 2012. E' stata la testa e il cuore della grande iniziativa che ha coinvolto poco meno di un centinaio di artisti che, in due momenti separati, hanno dipinto la parte esterna del muro di cinta del ex Cotonificio di Piedimonte, realizzando dei lavori murali ispirati a due temi: "Il muro delle cinque lingue" e "Il muro del tempo". Oggi, grazie alla straordinaria intuizione di Alba, chi passa in quella   

zona attraversa un singolare museo d'arte contemporanea che propone il lavoro di artisti austriaci, sloveni e italiani appartenenti a varie generazioni, ciascuno caratterizzato da diversi quanto originali linguaggi espressivi. 

Un importante ruolo in questa necessaria, forse ancora troppo "timida", autogestione delle attività artistiche lo sta svolgendo l'Associazione culturale "Prologo", anch'essa nata da un incontro fra artisti: Franco Spanò, Paolo Figar, Max Busan, Claudio Mrakic). "Prologo", che gestisce anche una piccola galleria in via Ascoli, a pochi passi dalla Sinagoga, ha scelto di ricercare collaborazioni attive con gli Enti Locali per realizzare qualificati eventi d'arte contemporanea come la mostra "Passaggi", allestita nel suggestivo spazio interno ed esterno del Castello di Gorizia.

Ci sono poi singoli episodi e situazioni particolari che definirei spontanee ma non per questo meno efficaci e significative di altre. Mi voglio riferire, prima di tutto, al gruppo di amici ( Anna Devecchi, Franco Dugo, Michela Fabbro, Michele Fenzl Menardi, Giuseppe Longo, Piero Loviscek, Damjan Makuz, Igor Prinčič, Alberto Princis, Jaki Rener, Toni Simone, Emanuela Uccello) che ha voluto ricordare, a pochi mesi dalla scomparsa, il pittore Nico Di Stasio organizzando una mostra retrospettiva in Casa Morassi, in Borgo Castello, dando alle stampe un ricco e completo catalogo che documenta con passione emotiva ma anche con il dovuto rigore scientifico la complessa figura umana e artistica dell'importante pittore goriziano. E come non sottolineare la particolare sensibilità e l'assoluta disponibilità sempre dimostrata da Giovanni Fierro, poeta (quindi a sua volta artista) e titolare della libreria "Equilibri" di via Seminario (oggi purtroppo chiusa), che ha voluto riservare alle mostre, dal primo all'ultimo giorno di apertura, un piccolo, importante, spazio nel già piccolo negozio di libri. In occasione del decennale di attività "Equilibri" ha festeggiato il traguardo ospitando una bella mostra di Franco Dugo che ha esposto opere tratte dal ciclo dei "Boxeurs".

E ancora, il pittore goriziano Mario Tudor da oltre cinquanta anni residente a Milano, con un curriculum ricco di mostre personali e collettive in Italia e all'estero, che,su sollecitazione di un'amica artista di Treviso, ha appeso una decina di piccoli lavori sulla parete più luminosa di una gelateria del Centro storico della bella città veneta ottenendo, sin dal giorno dell'inaugurazione, grandi soddisfazioni e lusinghiere critiche sulla stampa locale. Per non parlare di un altro importante talento che purtroppo non c'è più, Mario Di Iorio che, grazie alla generosità e alla disponibilità del pittore friulano Renzo Codognotto e di suo figlio, giovane e serio gallerista, è stato riptoposto a Udine, dopo un lungosilenzio, in una bella mostra personale ospitata nella galleria "La Piazzetta", in via Aquileia. Inoltre Mario è stato uno dei sei pittori isontini (Roberto Cantarutti, Ignazio e Giancarlo Doliach, Luciano de Gironcoli, Enzo Valentinuz) riuniti in collettiva negli spazi espositivi della Biblioteca Statale di Trieste per iniziativa del Direttore pro tempore Marco Menato e di Enzo Valentinuz.

E Iganzio Doliach di Cormons che ha ricevuto il dovuto omaggio della sua città e ha voluto, grazie al lavoro del figlio Giancarlo (pure lui importante e bravo artista), occuparsi personalmente della documentazione fotografica e dell'allestimento della mostra antologica negli spazi espositivi del cosiddetto Museo del Territorio di Palazzo Locatelli per non gravare eccessivamente sulle spese sostenute dal Comune per realizzare la mostra. E avanti con Sergio Altieri di Capriva, che ha creato ,quasi per caso, un'occasione d'incontro fra artisti cormonesi e goriziani "combinando" la mostra "Voci" sulle pareti di un bar del centro di Gorizia. Le Amministrazioni comunali di Moraro, Cervignano e Treppo Carnico che, in tempi diversi, sia prima che dopo la morte del grande pittore goriziano avvenuta il 2 giugno 2006, hanno voluto esporre i quadri, i disegni e le sculture di Cesare Mocchiutti. E ancora Enzo Valentinuz, pittore di Romans, che potrebbe fare da solo una mostra in una famosa azienda agricola del Goriziano in occasione della tradizionale festa di "Cantine aperte" e, invece, sceglie di trasformare il progetto iniziale: rinuncia alla sua personale e organizza una mostra collettiva di pittura, scultura e fotografia che ottiene un lusinghiero successo e tanti visitatori. E potrei continuare...E magari ricordare a tutti che la Biennale di Venezia, alla fine dell'800,è nata grazie al lavoro di un gruppo di artisti veneziani in stretta collaborazione con il Comune della città lagunare.