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BSI: Devetag intervista Menato

Da sinistra: Rossella Dosso, Luca Michelutti, Martin Novak, Kevin Cucit, della redazione di Gorizia3.0


Quando, insieme agli allora ragazzi dell'associazione Il Millennio da assessore alla cultura feci realizzare il Museo della Sinagoga oggi chiusa come tante altre strutture goriziane, Marco Menato fu colui che aprì le porte degli archivi, concedendo a me e a tutti (non solo ai goriziani) di poter ammirare alcune delle più suggestive opere pittoriche di Carlo Michelstaedter. Marco Menato, da poco in pensione, è stato il primo a gettare l'allarme per la possibile chiusura della Biblioteca Statale Isontina. 

Un' allarme che i giovani di gorizia3.0, impegnati a salvare Gorizia dai disastri di questa giunta, hanno accolto immediatamente, nella consapevolezza che la nostra città ha subito già troppe sottrazioni. I maggiorenti di piazza Municipio hanno reagito secondo tradizione, in ritardo: una mail con gentile quanto generica risposta. Cerchiamo di approfondire. Marco Menato è stato dal 1996 il direttore della Biblioteca Statale Isontina nella piena consapevolezza del tesoro assoluto che gli era stato affidato, tra cui c'è da annoverare i centomila volumi della Biblioteca civica miniera documentaria di Gorizia con il suo Fondo Michelstaedter e della Bona. 

Andiamo subito al dunque:

MM - "La Bsi soffre di una grave carenza di personale soprattutto ai livelli dirigenziali che in primavera raggiungerà il suo apice: mancano il direttore, un dirigente tecnico e uno amministrativo, senza i quali la struttura non va avanti..."

AD - Quindi il pericolo di chiusura è reale 

MM - "O almeno di una pesante limitazione dei servizi, con chiusure temporanee, ma sopratutto con il rischio che il depotenziamento si trasformi in qualcosa di più grave: ma spero proprio di no"AD - Cosa si può fare?

MM - "Ci vuole un direttore magari provvisorio che diriga la Bsi fino a che il Ministero non ci affiderà quello d'ufficio"

AD - Qualche nome in particolare? 

MM - "Io penserei ad esempio all'attuale direttore dell'Archivio Statale Marco Plesnicar, che per questo ruolo avrebbe tutti i numeri. Anzi l'avevo anche contattato in proposito. Una decisione impegnativa, che ovviamente spetta a lui. La situazione è grave: in maggio se ne vanno due funzionari, in giugno l'attuale blbliotecaria"... 

AD - Lei ha pensato a un intervento del Comune, anche in ragione del considerevole patrimonio che BSI ha in custodia, ovvero la Biblioteca Civica 

MM - "Il fatto è che secondo me, quello della Bsi non è solo un problema solo del Ministero ma dell'intera città e della sua ex provincia e quindi della Regione. Ma è il Comune che dovrebbe tutelare gli interessi di Gorizia e quindi deve farsi protagonista del salvataggio di una struttura che ha dato e può dare tanto ai goriziani"

AD- Tra l'altro situata in uno dei più straordinari complessi architettonici, che fu sede del prestigioso Staatgymnasium...

MM - "Non c'è solo il Comune ovviamente: tutto il mondo culturale e tutte le istituzioni goriziane si devono fare carico di un problema che investe la cultura complessa della nostra città"...

AD - Anche in vista della Capitale Europea della Cultura...

MM - "Certo: e pensando al 2025 credo che anche la Regione dovrebbe intervenire magari tramite l'Erpac che ha certamente professionalità in grado di coprire i ruoli tecnici e amministrativi: si tratta di soluzioni necessarie ma temporanee"

AD - Ma queste straordinarie miniere di documenti storici, archivistici, perfino artistici che giacciono ad esempio all'Archivio Provinciale, anch'esso tra l'altro con difficoltà di personale e di location non potrebbero essere oggetti di un piano che ne riunisca la gestione e la promozione in un unico grande archivio goriziano?

 MM - "E l'occasione potrebbe essere proprio il 2025, onde realizzare qualcosa che valorizzi in pieno la storia e le vicende storiche della nostra città.

ANTONIO DEVETAG

SALVIAMO (ALMENO) LA BSI - UN CONSIGLIO E UNA PROPOSTA


Come avevamo detto una mail - quella che il sindaco ha spedito al Ministero - non basta per evitare la chiusura di un altro tesoro goriziano, la Biblioteca Statale Isontina (Bsi) e quindi diamo uno dei tanti consigli quasi sempre accettati in silenzio da una giunta e da un assessore alla cultura che peggio non si può. 13 mila sono gli euro - se sbagliamo corrigeteci (sic) - che il Comune stanzia alla Bsi per il mantenimento dei 100mila (centomila!) libri documenti, incunaboli di proprietà della Biblioteca Civica Comunale che appartiene alla città e che comprende tra l'altro il Fondo Michelstaedter e il fondo Della Bona.
Il Comune quindi è parte in causa in questo ennesimo tsunami culturale che segue tanti altri che abbiamo documentato, proponendo sempre delle soluzioni, in barba a chi - strumentalmente - dice il contrario: ma fa finta di niente. Ci chiediamo a questo punto di cosa parlano sindaco e assessore alla cultura quando si incontrano con i maggiorenti regionali: dopo la chiusura del Castello, l'inagibilità per i comuni cittadini dell'Auditorium, il silenzio sul Museo di Santa Chiara, se in maggio con il pensionamento di altri quattro responsabili, dovesse chiudere la Bsi, la Capitale Europea della Cultura rischia di limitarsi a quell'allegra rassegna di arti varie descritta sul Bidbook 2025.
Quindi, un'amministrazione comunale che si rispetti dovrebbe immediatamente organizzare un tavolo per far fronte all'emergenza cui dovrebbe partecipare la responsabile regionale del settore Cultura dottoressa Anna Del Bianco, la direttrice del segretariato regionale del Ministero della Cultura con sede a Trieste dottoressa Marta Mazza. Il Comune dovrebbe proporre una gestione straordinaria, gestendo il rafforzamento del personale, fino a che il Ministero come si spera, risolva stabilmente la situazione.
Ci chiediamo anche che ruolo in questa vicenda si riservi l'Erpac, lautamente finanziata dalla Regione e ormai unica gestrice del grande evento del 2025: avendo ricevuto in gestione quegli archivi provinciali di immenso valore dopo lo scippo dei Musei provinciali operato dalla Serracchiani non ha proprio uno straccio di idea di come partecipare al salvataggio della Bsi? E possibile che partiti, movimenti, liste civiche e quella pletora di candidati ( e ricandidati) sindaci e assessori alle prossime elezioni non proferiscano parola sull'argomento?
Gorizia3.0


DEVETAG INTERVISTA NICOLI

Mentre una platea di sedicenti candidati, tra cui il primo cittadino uscente, imballano i motori con promesse mirabolanti e banalità un tanto al chilo, cerchiamo di mettere a fuoco le basi istituzionali che permettano uno sviluppo concreto a Gorizia e all'intera ex-provincia isontina, che nonostante una fase decisamente calante tiene ancora insieme la Regione Autonoma e la sua economia. Ne parliamo con Giuseppe Nicoli, capogruppo di Forza Italia in Regione, una voce fuori dal solito coretto dei viva il parroco.

Devetag - gorizia3.0 ha sempre insistito sul rafforzamento dell'Isontino, sostenendo con convinzione l'attuazione della legge regionale 120 del 2017 che ha l'obiettivo di ricostituire le province dopo l'esperimento fallimentare delle Uti, inventate dalla Serracchiani.

Nicoli - Il discorso è partito non senza le difficoltà burocratiche tipiche del nostro Paese, ma il progetto procede e intanto la Regione ha già ceduto alle Edr (Enti di decentramento territoriale) la gestione delle strade provinciali e degli edifici scolastici.

Devetag - Al momento del dibattito sulla ricostituzione delle province si era ipotizzata la scomparsa di quella di Gorizia: furono proprio i 25 sindaci, allora convocati da Felcaro sindaco di Cormons, con il sostegno di Diego Bernardis, a sostenere la provincia di Gorizia. Da lì in poi silenzio assoluto .

Nicoli - E' necessario creare un "Sistema Isontino", altrimenti il nostro territorio conterà poco o nulla nelle decisioni che impostano il futuro della Regione: anche quelle che riguardano la Capitale Europea della Cultura. E' sempre la stessa storia: ci dimentichiamo delle nostre potenzialità non solo turistico culturali ma quelle economiche nel campo industriale e trasportistico, che ma sono fondamentali per l'esistenza stessa della Regione in quanto soggetto politico-amministrativo ma anche insostituibili per l'economia, basti pensare alla Fincantieri, a Porto, all'aeroporto, all'autoporto di Gorizia....

Devetag - Quindi, se non una Provincia elettiva almeno un ente che possa riequilibrare le dinamiche che operano nella regione, limitando lo strapotere triestino in un momento in cui il Friuli non dice più nulla...

Nicoli - Ok: ma il discorso è ancora più complesso, secondo me. L'ultimo Piano Urbanistico del FVG è datato 1978: è precedente alla caduta del Muro di Berlino e all'allargamento della Ue all'Europa dell'Est. E' ora di aggiornarlo, di uniformarlo alle nuove esigenze economiche, alle nuove esigenze al nuovo mondo. Si tratta di mettere in rete le vocazioni dei vari comuni, pianificare nuove sinergie industriali e produttive.

Devetag - Un accordo tra i 25 sindaci?

Nicoli - sarebbe un primo passo verso la creazione di un "Sistema Isontino". Ma c'è un problema che incombe e che investe tutta la regione FVG, che ha delegato allo Stato, nelle vesti dell'Autorità Portuale dell'Alto Adriatico le leve del comando che decidono lo sviluppo futuro del FVG.

Devetag - Parliamo di Zeno D'Agostino?

Nicoli- Sostengo che la regione Autonoma FVG non può delegare la pianificazione territoriale, la creazione di strutture la gestione dei porti e degli autoporti, degli aeroporti dei collegamenti internazionali e nazionali alle autorità statali. Ritengo inconcepibile che su questi temi globali la Regione, ma anche i comuni o oggi le EDR non abbiano voce.

Devetag - Mentre lo snodo di tutto il sistema multimodale è proprio nell'Isontino...

Nicoli -... e dintorni, penso all'interoporto di Cervignano. Ma dico di più. Non si può delegare allo Stato - o meglio a una persona - la gestione geopolitica e di sviluppo economico dell'intera regione. Ricordiamo la famosa Via Della Seta, che fino a pochi anni fa sembrava l'Eldorado. Tutto sparito: anche se il recente accordo di Trieste con Amburgo si nasconde ancora il Dragone, i cui interessi non sono propriamente quelli dell'Occidente cui apparteniamo. Insisto: la Regione e i territori non possono delegare ad altri soggetti le scelte strategiche.

Devetag - Ma Trieste sta conoscendo una stagione di sviluppo invidiabile ...

Nicoli - Ma questo sviluppo deve coinvolgere tutti i territori del FVG. Anche le forze economiche udinesi chiedono da tempo un maggiore coinvolgimento in questo processo di sviluppo

Devetag - Friuli muto mentre Gorizia città è sparita completamente: si maschera una totale cessione dei ruoli del capoluogo come una "collaborazione" con Monfalcone. Bisogna inaugurare una nuova stagione politica che oltre alle due città principali coinvolga anche gli altri territori dell'Isontino e penso a Grado e al Collio, che reclamano un posto al sole.

Nicoli- Certo, ci vuole Ma sullo sfondo resta la domanda: vogliamo veramente che la nostra regione diventi un immenso hub trasportistico in cui le merci passano ma non si fermano? Vogliamo Fare del Fvg un grande container, una semplice area di smistamento e immagazzinamento? Non sarebbe bene fare in modo che almeno una parte delle merci intransito vengano lavorate in loco, creino ricchezza e occupazione? Impossibile senza un reale coinvolgimento delle altre realtà regionali: le prospettive di crescita devono essere condivise e concordate. Ecco perché un Sistema Isontino potrebbe finalmente contrattare sull'Alta velocità, sui collegamenti, sulla galleria di venti km nel Carso. Imporre quelle dinamiche virtuose in cui le merci grezze possano essere lavorate in loco.

Devetag - Ma non ci si parla. O meglio ci si limita a chiacchierare posando per selfie: quando arrivò la telefonata di Fedriga - resa celebre dallo stesso Ziberna - Monfalcone propose un interessante piano di rinascita turistico-culturale, finanziato per circa 9 milioni di euro. Non era il caso che Cisint e Ziberna creassero un progetto comune a vantaggio dell'intera ex provincia?

Nicoli - Certo: una delle tante occasioni perse per quella sinergia che avrebbe giovato a tutta l'ex provincia di Gorizia. Per quello è necessaria la creazione di un Sistema Isontino, con un pronunciamento chiaro dei 25 sindaci a favore di una risoluta volontà di cooperazione: insieme saremmo capaci di dare un futuro ai nostri giovani.

Gorizia3.0


Cinque amici vengono dall'Emilia a trovarmi. Sono di Bologna, quindi ghiotti e dotti e vogliono conoscere Gorizia, assaggiare la Rosa di Gorizia e altre specialità ma anche fare un giro per musei. Ricordo allora che con i soliti squilli di tromba già due anni fa era stata annunciata la partenza del "BIGLIETTO UNICO" alla presenza del solito...

La seduta del consiglio comunale si era già aperta in un clima tempestoso con il consigliere Rinaldo Roldo che chiedeva lumi sui prelievi dal fondo di riserva per ripristinare il doppio senso in Corso Italia, chiedendo perché non era stato usato per la questione della passerella tra Straccis e Piedimonte.

ROMOLI CHI?

27.11.2021

Doveva sciogliere le riserve entro dicembre ma ne ha anticipato i tempi. Com'è noto Ziberna scende in campo per ricandidarsi a sindaco: la cerimonia d'investitura è stata officiata dalla coordinatrice regionale di Forza Italia, che è la stessa che cacciò dal partito Ettore Romoli in puncto mortis. Fu uno scandalo. Ma poteva disturbare i capoccia di...

Molti i pronunciamenti degli ultimi giorni, tra cui quello di noi di Gorizia3.0 che in un recente incontro abbiamo evidenziato la necessità dell'impegno politico per tutti coloro che amano questa nostra Gorizia: ci faremo sentire. E vedere. Ma non siamo certamente i soli.

"Mi ricandido!": la ferale notizia trapassa i cieli della patria appena dopo l'investitura di futuro primo cittadino dalle mani della delegata di Berlusconi in FVG, Sandra Savino, celebre per avere cacciato da Forza Italia Ettore Romoli in punto di morte*.

Dopo aver assistito a mille ricognizioni dei zibernauti (Sindaco+Assessori) al Bastione del nostro castello sempre in procinto di ridiventare Fiorito, sappiamo che l'unica vera opera costruita nei quattro anni di amministrazione si trova in Slovenia ed è la passerella sull'Isonzo che gli amici d'oltre confine sono riusciti a realizzare usando, al...

"Un saluto a Gorizia laboriosa delle fonderie e del cotonificio, alle case, ai fiori, ai platani, al verde cupo del San Gabriele e di tutti gli altipiani, al cespuglioso Podgora che gli ha recato tanto sangue lungo gli scoli d'argilla tra giugno del '15 e l'agosto del '16. Lo accoglie la campagna friulana che gli si distende rigogliosa dinanzi".

La politica ha orrore del vuoto e quando si crea una voragine amministrativa, economica e sociale, i poteri che stanno intorno siano essi istituzioni, comprensori, comuni, regioni, addirittura associazioni, tendono a intervenire per far sì che lo smottamento non ne intacchi le fondamenta. E'quel che succede a Gorizia, rimasta senza voce, senza...

Grandi movimenti in corso a Gorizia, con tanti attori in cerca d'autore in un quadro ancora confuso ma che per ora ha il comune denominatore del rifiuto di QUESTA amministrazione comunale. Gorizia3.0 che si è resa interprete da oltre due anni del malessere estremo della città pensa che è l'ora dell'impegno civico mentre rifiuta la semplificazione...